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19 Dicembre 2016
ascesso gengivale

ASCESSO GENGIVALE COME CURARLO

In questo articolo illustreremo in breve come curare un accesso gengivale. Bisogna però fare attenzione. Infatti non tutti gli ascessi sono uguali. Ne esistono di tipi differenti. Un ascesso è fondamentalmente un accumulo di globuli bianchi o batteri che danno luogo a una piccola massa che si posiziona o deposita vicino all’osso della mandibola, alla gengiva oppure alla polpa del dente. In base all’ubicazione si distinguono 3 tipi differenti di ascessi:

  1. Ascesso Gengivale – E’ quello che esaminiamo in questo articolo. Interessa la gengiva ed è la forma di ascesso più “leggera”.
  2. Ascesso Periapicale –  Si tratta dell’infiammazinoe che interessa la polpa del dente. La causa è il più delle volte riconducibile ad una carie trascurata. I batteri perforano i vari strati del dente fino ad arrivare alla polpa. Questo tipo di ascesso può essere molto doloroso e portare alla perdita del dente, più comunemente un molare o un premolare.
  3. Ascesso Paradontale – Come è intuibile dal nome, questo tipo di ascesso interessa i tessuti e la struttura paradonatale, ovvero la base del dente (gengiva, cemento radicolare, legamenti vari ecc). Ne soffrono più facilmente i pazienti affetti da paradontite.

Prima di capire come curare l’ascesso gengivale, analizzeremo, nell’ordine,

  • quali sono le cause più comuni
  • come riconoscere i principali sintomi

LE CAUSE DEGLI ASCESSI

Gli ascessi possono essere il risultato di differenti cattive abitudini o patologie. A seconda della tipologia di ascesso la causa può essere differenti. In generale, le principali cause sono, per quanto riguarda le cattive abitudini:

  • fumo (favorisce la proliferazione dei batteri)
  • alcolismo
  • cattiva igiene dentale

Se i primi due fattori favoriscono ogni tipologia di ascesso, la cattiva igiene dentale è spesso la causa principale dell’ascesso periapicale. Le carie non curate infatti portano spesso ad una penetrazione dei batteri nei tessuti più interni fino alla polpa del dente.

Tra le cause legate ad altre patologie citiamo invece:

  • paradontite
  • diabete
  • malattie legate al reflusso gastrico

Tutte queste patologie influiscono fortemente sulla stabilità batterica dell’intera bocca e in taluni casi rendono le aree basali del dente più soggette ad infezioni ed accumulo di batteri, detriti cellulari o globuli bianchi.

In ultimo, l’ascesso può essere causato da trattamenti dentistici effettuati scorrettamente, nella maggior parte dei casi otturazioni, devitalizzazioni o estrazioni male eseguiti.

COME RICONOSCERE UN ASCESSO GENGIVALE

Riconoscere un ascesso gengivale è fondamentale se si vuole intervenire in tempo e soprattutto se per tempo si vuole evitare che la situazione e il dolore peggiorino. Ecco allora alcuni sintomi che, se si presentano insieme o in forma intensa, dovrebbero far suonare un campanello d’allarme:

  • Mal di denti costante
  • Dolore al tatto della zona interessata
  • Gengive gonfie
  • Gengive sanguinanti
  • Rigonfiamento dei linfonodi del collo
  • Dolore quando si chiude la bocca (masticazione dolorosa)
  • Febbre
  • Alito cattivo

Se riscontrano alcuni di questi sintomi nello stesso momento, in particolar modo se associati a sanguinamento e rigonfiamento anomalo delle gengive, è necessario rivolgersi immediatamente al proprio dentista di fiducia.

Nel caso dell’ascesso gengivale, è opportuno specificare che è spesso conseguenza di un ascesso dentale, ragione in più per rivolgersi immediatamente ad uno specialista, anche per un semplice e gratuito controllo.

COME CURARE UN ASCESSO GENGIVALE

Come specificato, l’ascesso gengivale è il meno grave tra i vari ascessi che si possono diagnosticare. Non per questo motivo però può essere ritenuto non doloroso o sottovalutabile. Gli interventi da effettuare si possono suddividere in due semplici categorie, fai da te oppure medici.

Gli interventi fai da te sono da sconsigliare in linea generale, per ovvie ragioni. Se la diagnosi auto-realizzata è infatti sbagliata, le terapie possono non portare gli effetti desiderati e talvolta addirittura peggiorare il quadro clinico.

Tra gli interventi “fai da te” per curare l’ascesso gengivale, potrebbero essere utili:

  • risciacqui con acqua tiepida e sale per lenire il dolore
  • utilizzo di antinfiammatori (cura i sintomi, non la causa)
  • utilizzo di un impacco con ghiaccio (idem)
  • CONTATTARE IL PROPRIO DENTISTA

Da evitare, invece, in TUTTI i casi:

  • aspirine (possono peggiorare l’infezione)
  • sforzi fisici
  • cibi caldi o freddi
  • spazzolamento energico dei denti e delle gengive
  • rimozione fai da te del materiale purulento (c’è chi si auto-medica così, rischiando di danneggiarsi ulteriormente)

Altri trattamenti fai da te, come il risciacquo con alcool o l’utilizzo di sostanze naturali con proprietà anestetiche come i chiodi di garofano o il propoli, sono ovviamente rimedi temporanei generalmente volti più a lenire il dolore che a curarne le cause.

Quali sono invece i vantaggi di una visita specifica presso il proprio dentista?

Oltre all’identificazione immediata della patologia, sarò possibile procedere prontamente evitando così un’inutile protrarsi della condizione infiammatoria e quindi, conseguentemente, del dolore. A volte l’ascesso può essere rimosso con una semplice incisione e un drenaggio. In casi più gravi potrebbe essere invece necessaria un’estrazione.

Se hai bisogno di più informazioni contattaci o prenota, senza impegno, una prima visita gratuita.

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1 9 Dicembre 2016
Cristina Greco prima visita gratuita

PERCHE’ UN DENTISTA DEVE OFFRIRE LA PRIMA VISITA GRATUITA

E’ buona norma per un dentista che opera privatamente offrire la prima visita gratuita. Il primo controllo senza pagare, che presso il nostro studio dentistico di Roma (ci potete trovare in Via Cesare Maccari 265, 00125 Roma) è sempre incluso, dovrebbe essere sempre offerto, incondizionatamente. Sia che si tratti di vecchi o nuovi clienti, tutti i pazienti hanno infatti la necessità e il diritto di comprendere la propria patologia, capire i trattamenti che potrebbero risolvere la situazione e soprattutto conoscere, in maniera chiara, trasparente e precisa, i costi da affrontare.

COSA INCLUDE LA PRIMA VISITA GRATUITA

La prima visita gratuita, come specificato, offre essenzialmente la possibilità al paziente, in forma totalmente libera e priva di ogni tipo di impegno o compromesso, di avere un quadro più chiaro della situazione. L’obbligo del pagamento della prima visita, sempre che ovviamente durante il controllo non si rendano necessari interventi da parte del dentista, è limitante ed eticamente poco corretto, specialmente quando gli interventi e le terapie che si suggeriscono prevedono il pagamento di un prezzo medio o alto.

Ecco quindi cosa include la prima visita gratuita con il nostro dentista presso il nostro studio dentistico di Roma

  • Descrizione della patologia
  • Descrizione dei trattamenti risolutivi alla patologia
  • Spiegazione dei rischi, ove presenti, ed eventuali effetti collaterali
  • Preventivo accurato

La descrizione del problema è fondamentale per rassicurare il paziente. Prima di decidere a quale specialista rivolgersi, qualora già non se ne abbia uno di fiducia, è essenziale comprendere bene da quale patologia si è affetti. Dalla semplice carie all’infiammazione gengivale, passando per problemi più gravi come per esempio infezioni o denti rotti o da estrarre, bisogna capire bene cosa sta succedendo e perché se si vuole poi optare per la soluzione più corretta.

I trattamenti sono talvolta invasivi e possono comportare un certo grado di dolore, specialmente se è stata effettuata una vera e propria operazione. Preparare il paziente ad eventuali effetti collaterali di un trattamento (dolore, fastidio nella masticazione per i primi giorni dopo il trattamento, peggioramento dell’estetica del sorriso ecc) è buona norma di ogni buon dentista e consente al paziente di rilassarsi e sapere precisamente a cosa va incontro.

In ultimo ma non meno importante la spesa da effettuare. Grazie alla prima visita gratuita è possibile ricevere un preventivo preciso così da poter decidere senza impegno quale trattamento effettuare, come pagare e in che tempi.

DOVE TROVARE A ROMA UN DENTISTA CON LA PRIMA VISITA GRATUITA

Incontrare a Roma un dentista che effettui la prima visita gratuita può non essere sempre facile o scontato. Molti dentisti, anche convenzionati, prevedono il pagamento di un importo fisso anche per un primo semplice controllo.

Presso il nostro studio, dietro prenotazione sempre necessaria, è possibile ricevere un appuntamento per un primo controllo medico e incontro conoscitivo. Talvolta, per fare una diagnosi completa, necessitiamo di esami strumentali come l’ortopanoramica. In questo caso se il paziente non è in possesso di una radiografia recente può farla presso il nostro studio al costo di 30€.

Il prezzo sostenibile e la professionalità del dentista che effettua al visita costituiscono 2 elementi importanti che aiuteranno il paziente nella scelta dello studio a cui fare riferimento.

Se hai bisogno di più informazioni contattaci o prenota, senza impegno, una prima visita gratuita.

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8 Novembre 2016

Le gengive che sanguinano sono un sintomo piuttosto comune che spesso viene erroneamente ignorato. Si tratta di solito di un segnale di allarme da non sottovalutare perché indicatore di infiammazione nonché di malattia gengivale.

Quali sono quindi le cause più comuni del sanguinamento?

  1. Cattiva igiene orale
  2. Errata tecnica di spazzolamento
  3. Utilizzo errato del filo interdentale
  4. Problemi ormonali durante la crescita
  5. Carenza di vitamina C e K e disturbi della coagulazione
  6. Utilizzo di farmaci anticoagulanti
  7. Leucemia

CATTIVA IGIENE ORALE

L’igiene orale è fondamentale per mantenere la propria bocca in uno stato sano. Non parliamo ovviamente solo delle gengive, ma della bocca nel suo complesso, inclusiva quindi di tutto il cavo orale, la lingua, le arcate, i tessuti ecc.

L’igiene orale deve essenzialmente essere costituita dal corretto utilizzo di spazzolino e filo interdentale, coadiuvati da dentifrici specifici e collutori.  Una cattiva igiene orale può causare facilmente gengive arrossate e sanguinanti, sintomo evidente di un’infiammazione che va curata prontamente, indipendentemente dalla gravità.

ERRATA TECNICA DI SPAZZOLAMENTO

Uno spazzolamento troppo energico, si sa, può causare danni alle gengive. E’ quindi opportuno utilizzare bene lo spazzolino. Per un decalogo sulla corretta igiene orale consulta il nostro articolo “come lavare bene i denti“.

UTILIZZO ERRATO DEL FILO INTERDENTALE

Come nel caso precedente, anche nell’utilizzo di questo strumento bisogna porre attenzione e soprattutto effettuare i movimenti corretti. Gesti troppo energici o movimenti che portano ad un accumulo di tartaro a ridosso o sotto le gengive, piuttosto che a una sua rimozione, portano facilmente ad un’infiammazione e quindi a un conseguente sanguinamento.

PROBLEMI ORMONALI DURANTE LA CRESCITA

Con l’inizio della pubertà femminile aumenta significativamente l’incidenza della gengivite che in tali casi viene appositamente denominata gengivite puberale. La malattia è dovuta ad una vasodilatazione e alla comparsa di batteri che generano l’infiammazione.

CARENZA DI VITAMINE E DISTURBI DELLA COAGULAZIONE

La carenza di vitamine come la vitamina C o K può portare a sanguinamenti gengivali. Anche il diabete non controllato o l’emofilia possono causare gli stessi sintomi.

UTILIZZO DI FARMACI ANTICOAGULANTI

L’utilizzo di farmaci anticoagulanti come eparina, warfarin o acenocumarolo, ma anche cattive abitudini come quella del fumo o la masticazione del tabacco, possono influire negativamente sulla salute delle gengive. Anche altre condizioni come la gravidanza facilitano il sanguinamento.

LEUCEMIA

Le gengive che sanguinano facilmente possono essere indice della presenza di una leucemia monocitica, linfocitica o mielocitica. Trattandosi ovviamente di una malattia grave e particolare, si scoraggiano i pazienti dall’effettuazione di qualsivoglia auto-diagnosi e di ricorrere al più presto dal proprio medico per un consulto specifico. Anche il dentista è in grado di riconoscere la tipologia di sanguinamento, ovviamente, e di dare delucidazioni e indicazioni mediche al paziente.

In ognuno di questi casi è consigliabile rivolgersi al proprio dentista se si vuole identificare la causa precisa ma soprattutto se si vuole rimuovere l’infiammazione che, talvolta, può essere molto fastidiosa. L’utilizzo di spazzolini a setole morbide e dentifrici poco aggressivi affiancati dall’utilizzo di collutorio e prodotti specifici può aiutare a risolvere il problema.

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4 Novembre 2016
invisaligna, apparecchio invisibile per allineamento

APPARECCHIO MOBILE COSTO

Sapere qual è il costo di un apparecchio mobile è fondamentale per quantificare la spesa del trattamento in anticipo e poter così pianificare l’investimento, valutando quelle che sono le ovvie priorità e circostanze finanziarie individuali o familiari.

Al fine di farti evitare di perdere tempo in ricerche e preventivi poco precisi, ti anticipiamo subito che, indicativamente, il costo dell’apparecchio mobile è INDICATIVO.

Può variare significativamente a seconda delle condizioni della dentatura e anche da cosa si intende per apparecchio mobile.

 

Per apparecchio mobile si può infatti intendere la classica mascherina trasparente rimovibile, l’allineatore estetico di ultima generazione che ti consente di riallineare i denti senza l’apparecchio classico fisso (nell’articolo linkato un approfondimento esaustivo sul tema). Oppure con questa dicitura si può fare riferimento ai classici trattamenti di ortodonzia funzionale, comuni per i più piccoli, che sfruttano dispositivi rimovibili che modificano lo scheletro e la posizione dei denti tramite la pressione su articolazioni e tessuti non definitivamente posizionati.

Gli apparecchi rimovibili, anche funzionali, che utilizzano i bambini hanno generalmente un costo più basso che parte dai 1.200€

Le mascherine estetiche rimovibili (anche note come ortodonzia estetica o invisalign) prevedono invece un investimento maggiore che parte da circa 2.500€. In tal caso, la cifra totale è fortemente influenzata dal numero di mascherine necessarie per un perfetto riallineamento dei denti (7, 14 o più di 14).

COSTO APPARECCHIO RIMOVIBILE PER BAMBINI= DA €1.200

COSTO APPARECCHIO MOBILE (MASCHERINE TRASPARENTI)= DA €2.500

Non fanno parte di questa considerazione invece le protesi dentarie, dispositivi che, per quanto rimovibili (es. protesi overdenture), comportano interventi maggiormente invasivi e conseguentemente più costosi. Per quanto anche in questo caso le cifre siano indicative, i prezzi generalmente partono da  2.900€ per l’arcata inferiore, minimo 2 impianti, e 4.400€ per quella superiore, con minimo 4 impianti.

Vediamo quindi come poter stabilire in forma più precisa, sensata ed economica il costo di un apparecchio mobile.

COME STABILIRE IL COSTO DELL’APPARECCHIO

Apparecchio mobile costo, questo è quanto si chiedono genitori e famiglie quando devono confrontarsi con la realtà di problemi funzionali della propria dentatura. Se da una parte è necessario intervenire sia per ragioni mediche che estetiche, dall’altra incorrono diversi interrogativi che vedono in primo luogo, in molti casi, la necessità di risparmiare o, almeno, affrontare una spesa ragionevole e sensata, e in secondo luogo, e questo in quasi tutti i casi, la necessità di sentirsi tranquilli e a proprio agio con il dentista che si occuperà dell’intervento.

Il prezzo sostenibile e la professionalità del dentista costituiscono quindi i 2 fattori principali che influenzano il paziente nella scelta dello studio a cui rivolgersi per ottenere un preventivo e poi, in caso di accettazione, per il proseguimento del trattamento.

Per questo motivo il nostro studio non ha un prezzario fisso per quanto riguarda gli apparecchi invisibili mobili ma preferisce offrire a tutti i pazienti una prima visita di controllo gratuita. Durante la visita sarà possibile:

  1. Valutare la condizione generale di salute orale della bocca
  2. Avere tutte le informazioni necessarie per stilare un preventivo preciso ed accurato

Dato che la terapia si basa sull’utilizzo di più mascherine atte a correggere le imperfezioni dell’arcata dentaria, avere un quadro preciso relativo il disallineamento dei denti è fondamentale per quantificare il numero di interventi e apparecchi mobili da applicare e, conseguentemente, il costo totale del trattamento.

Se hai bisogno di più informazioni contattaci o prenota, senza impegno, una prima visita gratuita.

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12 Ottobre 2016
protesi dentaria mobile senza palato

PROTESI DENTARIE MOBILI SENZA PALATO

Le protesi dentarie mobili senza palato sono protesi rimovibili di ultima generazione stabili, comode e poco invasive.

La soluzione nasce dalla necessità di molti pazienti di avere una protesi più sicura e meno traballante di quelle comunemente fissate con paste adesive. Un sorriso non sicuro ed incerto oltre a problemi estetici ed emotivi comporta anche ovvie problematiche funzionali, come per esempio l’impossibilità di gustare cibi non molto morbidi o molto appiccicosi.

Le protesi dentarie mobili senza palato eliminano anche il problema della sensazione fastidiosa di avere un corpo estraneo ed ingombrante in bocca, attaccato per l’appunto al palato. Trattandosi di protesi rimovibili (NON fisse) sono l’ideale per pazienti che hanno seri problemi ortodontici o che intendono cambiare la tipologia attuale di protesi.

I  VANTAGGI DELLE PROTESI DENTARIE MOBILI SENZA PALATO

Uno dei vantaggi principali è senza dubbio il fatto che siano rimovibili. Possono essere comodamente sganciate e pulite, per esempio dopo i pasti.

Un altro vantaggio è che sono stabili. Non oscillano, non danno un senso di inadeguatezza ma soprattutto sono affidabili e quindi consento di parlare, sorridere e mangiare senza troppi patemi “estetici”.

Non applicandosi al palato, ma su attacchi posti su più impianti, mantengono la bocca libera. Perciò la percezione dei sapori è nettamente maggiore rispetto a una classica dentiera che si applica al palato.

Un ultimo vantaggio è che queste protesi costano meno di quelle fisse e il loro prezzo, se raffrontato con la qualità degli impianti di precedente generazione, è sicuramente più basso

I  COSTI DELLE PROTESI DENTARIE MOBILI SENZA PALATO

Prima di parlare di costi sarebbe doveroso ricordare quanto sia opportuna una prima visita dal dentista (presso il nostro studio di Acilia è gratuita e senza impegno). Infatti questa tipologia di impianto non è sempre necessaria né consigliabile e andrebbe ponderata dovutamente dopo una consulenza specifica di un professionista.

prenota seduta di sbiancamento denti

Ovviamente, il prezzo può variare molto a seconda della condizione di salute della bocca del paziente. Viene anche influenzato dalla tipologia di attacco della protesi mobile e dal numero di elementi da produrre (arcata superiore, arcata inferiore o entrambe). L’overdenture su impianti, il termine tecnico per indicare la protesi mobile senza palato, si differenzia da altre protesi denominate scheletrato con attacchi o ganci, che invece si applicano su arcate danneggiate solo parzialmente. La protesi totale mobile, al contrario, è meno costosa ma presenta gli svantaggi prima menzionati. Di solito i pazienti che non si trovano bene con una protesi di questo tipo preferiscono passare ad un overdenture (protesi senza palato) oppure a protesi fisse.

Per informazioni sui vantaggi e gli svantaggi di ogni tipologia di protesi fissa e mobile, dettagli sui tempi e modalità di manutenzione della dentiera e, ovviamente, preventivi, non esitare a contattarci per fissare un primo appuntamento gratuito presso il nostro studio.

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12 Settembre 2016
denti bianchi senza macchie

COME SBIANCARE I DENTI

Avere una bocca sana e una dentatura in salute è l’obiettivo principale che tanto il dentista quanto il paziente si pongono. In primo luogo bisogna infatti prestare attenzione alle condizioni del proprio sorriso e preoccuparsi di mantenere abitudini adeguate che consentano di minimizzare e posticipare gli interventi del proprio odontoiatra.

E’ tuttavia indubbio che oltre alla funzionalità dei denti anche l’occhio vuole la sua parte. Un sorriso pulito, splendente e naturale non solo aiuta nell’autostima, ma è un modo semplice e naturale per essere più avvicinabili, solari e, perché no, anche un po’ più belli. Per questo motivo sempre più persone si interessano e preoccupano domandando e ricercando trattamenti in grado di allineare i denti o di renderli più bianchi. Come smacchiare i denti? Come rendere il sorriso più chiaro e luminoso? Come risolvere eventuali imperfezioni nella forma dovute a rotture, carie o ricostruzioni mal eseguite?

In questo articolo analizzeremo in breve come smacchiare i denti, come quindi rimuovere le macchie o le colorazioni che ne alterano la bellezza naturale. Purtroppo, anche in questo caso, il punto principale risiede nella prevenzione.

3 COSE DA EVITARE PER NON MACCHIARE I DENTI

Ogni cosa che ingeriamo o inseriamo nel nostro organismo lascia inevitabilmente delle tracce. E’ questo il caso di alcune sostanze tra le quali ricordiamo le principali, ovvero:

  • Fumo
  • Caffè
  • Vino

Ne esistono anche altre in grado di macchiare la nostra dentatura, ma le 3 menzionate sono forse tra le più comuni. Il fumo è indubbiamente l’elemento che alla lunga può danneggiare maggiormente i denti, ma anche il caffè consumato regolarmente più volte al giorno per periodo significativi può inesorabilmente ingiallire la propria dentatura. Occorre specificare che gli effetti non sono uguali per tutti, vi è una naturale predisposizione che può infatti velocizzare il processo. In ogni caso, per avere denti bianchi è opportuno eliminare completamente il fumo e limitare ad un consumo ragionevole altre sostanze macchianti come, oltre a vino e caffè, anche pomodori, liquirizia ecc.

L’IGIENE ORALE E’ IMPORTANTE

L’igiene orale è fondamentale per evitare di sbiancare o smacchiare i denti frequentemente. Oltre ad un’ovvia pulizia dei denti giornaliera, che deve essere effettuata dopo i pasti e con spazzolini adatti, è importante porre particolare attenzione anche ai prodotti utilizzati. Esistono dentifrici appositi definiti sbiancanti che sono leggermente più aggressivi e, grazie alla loro composizione, facilitano la rimozione delle macchie superficiali dei denti. La stessa premura dovrebbe essere prestata anche per quanto riguarda l’utilizzo del filo interdentale e del collutorio più adatto. Tali pratiche rientrano però in una semplice prevenzione. Quando i denti si sono ingialliti o presentano macchie si rende necessario un’intervento del proprio igienista dentale

QUANDO E’ NECESSARIO  EFFETTUARE UNO SBIANCAMENTO

Non esiste una regola precisa che determini quando richiedere uno sbiancamento dentale. Ovviamente, una dentatura gialla o con macchie è spesso sinonimo di abitudini di igiene orale e alimentari da correggere, per cui una visita è altamente consigliata (n.b. presso il nostro studio la prima visita è sempre gratuita). Per quanto le tecniche e i materiali utilizzati dal dentista siano solitamente tra i migliori, è ovvio che il protrarsi delle cattive abitudini può portare il paziente a necessitare, con il tempo, di un nuovo trattamento smacchiante. Lo studio scrivente effettua sedute di sbiancamento avvalendosi di gel concentrato e lampade a led o laser a diodi. Il trattamento è abbastanza rapido, duraturo e non costoso.

Per informazioni su modalità, durate e costi scrivici o chiamaci senza impegno.

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17 Agosto 2016
lavarsi i denti

COME LAVARSI BENE I DENTI?

Quando ci si reca dal proprio dentista è prassi comune interrogarlo sulla salute e la pulizia dei propri denti. Molte volte, dopo pulizie prolungate, si chiedono consigli o suggerimenti su come curare la propria salute orale. Purtroppo sovente risulta necessario ricordare al paziente come lavarsi bene i denti. Lo spazzolamento e le altre operazioni di pulizia vengono infatti frequentemente effettuate non correttamente o a volte addirittura completamente trascurate. Ecco quindi un semplice ma completo elenco delle 10 cosa da ricordare per lavare i denti in modo corretto.

UTILIZZARE LO SPAZZOLINO IN SENSO VERTICALE

Per lavare bene i denti è necessario utilizzare lo spazzolino con movimenti verticali e non orizzontali. Uno spazzolamento orizzontale non permette la rimozione totale dei residui di cibo ma anzi ne favorisce l’accumulo nei canali e negli spazi naturali tra i denti. Muovendo invece lo spazzolino in senso verticale è più semplice pulire correttamente i denti ed evitare l’accumulo di residui vicino alle gengive

SPAZZOLARE SEMPRE IN SENSO CONTRARIO ALLA GENGIVA

Un errore molto comune è quello di spazzolare energicamente i denti dall’alto verso il basso e viceversa, mantenendo la mascella serrata e pulendo con un solo gesto entrambe le arcate. Si tratta in realtà di un movimento scorretto che “spinge” i residui sotto le gengive e, nel tempo, favorisce la creazione del tartaro sottogengivale, una delle cause più comuni della paradontite. Gengive arrossate e un sanguinamento durante il lavaggio possono indicare la presenza di un’infiammazione dovuta a tartaro accumulatosi a motivo di questa abitudine scorretta. Il giusto movimento prevede invece uno spazzolamento dall’alto verso il basso, per quanto riguarda l’arcata superiore, e dal basso verso l’alto, per quanto riguarda l’arcata inferiore, in maniera da rimuovere definitivamente ogni tipo di residuo senza rischiare di pressarlo o spingerlo verso la base del dente.

LAVARE ANCHE LA FACCIATA INTERNA

Spesso un sorriso sano e bianco sono sinonimo di una corretta pulizia. Ma per un’igiene totale e per evitare l’accumulo di tartaro è opportuno pulire bene, o soprattutto, la facciata interna dell’arcata dentale.

SPAZZOLARE SENZA FRETTA

I ritmi a cui viviamo ci spingono a fare tante cose e a farle male. Per lavarsi bene i denti è necessario non effettuare uno spazzolamento rapido, ma dedicare almeno un paio di minuti al fine di pulire bene ogni parte delle arcate, con particolare attenzione alla facciata interna, come menzionato a volte “dimenticata”, e agli ultimi molari, più difficili da raggiungere e pulire.

UTILIZZARE LO SPAZZOLINO ELETTRICO

Gli spazzolini elettrici sono molto efficienti e consentono generalmente una migliore pulizia dei denti. Possono comunque essere utilizzati spazzolini tradizionali se si presta particolare attenzione al movimento effettuato durante lo spazzolamento

LAVARE I DENTI 3 VOLTE AL GIORNO DOPO I PASTI PRINCIPALI

Per evitare che l’accumulo dei residui di cibo e gli zuccheri poco a poco possano intaccare la placca dentale è buona abitudine spazzolare i denti 3 volte al giorno, dopo i pasti principali. Lo spazzolamento “serale” è il più importante perché è di notte quando si riposa che i batteri possono danneggiare maggiormente gli strati più superficiali dei denti e quindi conseguentemente determinare l’insorgere di una carie.

NON LAVARSI I DENTI TROPPE VOLTE

Per quanto sia importante lavarsi i denti frequentemente, dopo i pasti e possibilmente dopo aver mangiato cibi molto dolci, è bene ricordarsi che lavarsi i denti bene significa anche non lavarli troppo spesso. Lo spazzolamento infatti intacca la placca e potrebbe danneggiarla se ripetuto troppe volte in una giornata per un periodo di tempo prolungato.

UTILIZZARE UN DENTIFRICIO ADATTO

Esistono differenti tipologie di dentifricio. A seconda però della dentatura e/o delle problematiche di ogni singolo paziente (denti che si cariano facilmente, alitosi, paradontite ecc) è bene utilizzare un dentifricio specifico per il proprio problema, possibilmente suggerito dal proprio dentista

UTILIZZARE IL FILO INTERDENTALE

Per quanto lo spazzolino sia lo strumento principale da utilizzare per spazzolare bene i denti, il filo interdentale andrebbe utilizzato da tutti proprio per rimuovere i residui in quelle parti della bocca dove lo spazzolino non può arrivare, ovvero tra i denti. Il suo utilizzo è particolarmente indicato per coloro che dispongono di arcate dentali serrate e di uno spazio tra i denti molto ridotto. Di norma se ne suggerisce l’utilizzo la sera, dopo aver mangiato

UTILIZZARE IL COLLUTORIO

Un buon collutorio è utile per combattere l’alitosi, favorire la sensazione di una bocca fresca e rimuovere i batteri nocivi. Può essere utilizzato puro o diluito, a seconda della tipologia acquistata.

Seguendo questi 10 semplici consigli sarà possibile lavarsi bene i denti e limitare al massimo l’accumulo di tartaro e la proliferazione di batteri. In ogni caso, è sempre consigliabile effettuare un controllo regolare presso il proprio dentista per valutare la salute della propria bocca. La pulizia dei denti (scopri di più sui nostri standard e costi visitando il link) è consigliata in ogni caso, anche se si ritiene di prestare particolare attenzione alla propria igiene orale. Il tartaro infatti con il tempo tende a crearsi, specialmente in quei punti che, per quanto ci si sforzi, sono comunque più complessi da pulire in forma adeguata.

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26 Luglio 2016
allineatore estetico come rimedio per evitare l

Avere i denti storti porta spesso molti pazienti a ricercare dei rimedi, a volte naturali (improbabili) o comunque alternativi all’installazione di un apparecchio fisso che ormai, nella cultura di massa, non viene facilmente accettato sia per un discorso funzionale che per un discorso estetico. Posto che abbiamo già approfondito il tema in questo altro articolo, ecco una sintesi di 9 punti da tenere a mente se si vuole evitare di storcere i denti o rimediare ad un allineamento dentale già compromesso.

I 9 RIMEDI SENZA APPARECCHIO PER I DENTI STORTI

RIMEDIO N°1 PER I DENTI STORTI – DORMIRE BENE

Dormire bene è senz’altro uno dei primi rimedi ai denti storti. Riposare in posizione prona favorisce la pressione sulle arcate dentali e può quindi compromettere un corretto allineamento. Quest’abitudine vale sia per i più piccoli che per  i più grandi, ed è particolarmente importante se si è già portato un apparecchio e non si indossa, mentre si dorme, una mascherina di contenimento.

RIMEDIO N°2 PER I DENTI STORTI – INDOSSARE UNA MASCHERINA CONTENITIVA

Se si è portato un apparecchio in passato, è importante mantenere la corretta posizione dei denti indossando una mascherina contenitiva quando si dorme. Se non la si indossa, per una naturale movimentazione dell’arcata dovuta a molteplici fattori, in poco tempo, anche solo alcuni anni, diversi denti potrebbero spostarsi dalla loro naturale posizione, sia lateralmente che verso l’interno o l’esterno della bocca

RIMEDIO N°3 PER I DENTI STORTI – NON INFILARSI LE COSE IN BOCCA

Vale ovviamente per i bambini, ma talvolta è giusto ricordarlo anche ai più grandi che sovente hanno abitudini scorrette come mangiarsi le unghie o tenere in bocca tutto il giorno penne o simili oggetti che, di certo, non aiutano la dentatura a permanere nella sua posizione originale. Ovviamente, tutte queste abitudini sbagliate devono essere perpetuate nel tempo prima di vederne gli effetti indesiderati, ma è indubbio che, specialmente per i più piccoli abituati a interagire spesso con oggetti come ciucci o biberon per diversi anni oltre il loro logico utilizzo funzionale, queste pressioni esercitate sull’arcata possono a lungo termine modificarne l’inclinazione corretta.

RIMEDIO N°4 PER I DENTI STORTI – SOSTITUIRE I DENTI MANCANTI

Quando si perde un dente, per esempio a seguito di un’incidente, un trauma o un’estrazione effettuata dal dentista, è opportuno riempire lo spazio lasciato dal dente mancante con un impianto. Rimandare questa operazione può permettere ai denti di “muoversi” in direzione dello spazio lasciato, compromettendo così l’equilibro posizionale dell’arcata e l’estetica del sorriso.

RIMEDIO N°5 PER I DENTI STORTI – RIMUOVERE IL DENTE DEL GIUDIZIO (QUANDO NECESSARIO)

Il principio alla base è lo stesso del precedente. Occorre rimuovere il dente del giudizio se non c’è spazio nell’arcata e se durante o dopo la crescita esercita pressione sui denti circostanti, spostandoli dalla loro originale sede corretta.

RIMEDIO N°6 PER I DENTI STORTI – SCEGLIERE UN BUON ORTODONTISTA

Scegliere un buon ortodontista è alla base dei rimedi ai denti storti se si vuole evitare di utilizzare un apparecchio fisso, comunque efficiente, per diversi anni. Presso il nostro studio, se lo desideri, è possibile effettuare una prima visita di controllo gratuita necessaria al fine di valutare correttamente lo stato della tua salute boccale.

RIMEDIO N°7 PER I DENTI STORTI – APPARECCHIO FISSO INVISIBILE

Si tratta del classico apparecchio così come lo conosciamo, composto però da bracket in porcellana e fili ortodontici praticamente invisibili collocati sulla facciata esterna dell’arcata. Potrebbe trattarsi di un buon rimedio, destinato in ogni caso a durare almeno per 6 mesi e a compromettere, almeno in minima parte, la funzionalità della bocca. Si rende infatti necessaria una più corretta igiene e pulizia dentale. L’apparecchio è peraltro fisso e non può essere rimosso in nessuna occasione.

RIMEDIO N°8 PER I DENTI STORTI – L’ESPANSORE PALATALE

Non si tratta di un apparecchio bensì di uno strumento, utilizzabile solo dai ragazzi fino ai 15 anni circa, applicato al palato e collegato alle arcate. Serve per modellare l’osso mascellare (malleabile solo nei primi anni di vita), i tessuti e le muscolature della bocca al fine di creare maggiore spazio per i denti già nati e nascenti.

RIMEDIO N°9 PER I DENTI STORTI – APPARECCHIO MOBILE INVISIBILE

E’ forse il rimedio per eccellenza ai denti storti. Che costituisca apparecchio o meno è facile intuirlo, data la sua natura mobile e temporanea. Si tratta infatti di mascherine invisibili da posizionare sull’arcata da “raddrizzare”. Gli allineatori sono composti da un materiale speciale, sono completamente trasparenti e vanno indossati di giorno e di notte, ad eccezione dei pasti. Alla pari di qualsiasi apparecchio necessitano di una corretta igiene dentale, ma permettono di mantenere un sorriso bello e naturale durante tutta la durata del trattamento, oltre ovviamente ad evitare tutti i fastidi tipici della masticazione con un apparecchio fisso. Le mascherine vengono sostituite regolarmente sulla base della movimentazione delle arcate, al fine di raggiungere, gradualmente, il corretto posizionamento dei denti.

Questa tipologia di rimedio che evita di ricorrere all’apparecchio fisso è stata utilizzata ormai da milioni di persone nel mondo e costituisce forse il futuro dell’odontoiatria moderna.

Può avere un costo variabile, comunque mai inferiore ai 2.000€. Se vuoi saperne di più o semplicemente capire se la tua situazione dentale ti consente di utilizzarlo, prendi un appuntamento per ricevere una consulenza in merito.

 

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11 Luglio 2016
pulizia denti per rimuovere tartaro

COME ELIMINARE IL TARTARO DAI DENTI

Per eliminare il tartaro dai denti è necessaria una seduta di igiene orale presso il proprio dentista di fiducia. Durante il trattamento, la cui durata è variabile e mediamente compresa tra i 20 e i 45 minuti, a seconda della conformazione dentale e da quanto tempo è passato dalla precedente pulizia, viene effettuata l’ablazione del tartaro (o detartrasi), ovvero la rimozione delle componenti eziologiche che determinano l’infiammazione delle gengive e/o il peggioramento dell’estetica dentale.

La preoccupazione del paziente non dovrebbe essere “come togliere il tartaro dai denti” quanto piuttosto “come evitarne la formazione”. All’utilizzo delle componenti meccaniche, elettriche o a ultrasuoni necessarie per la pulizia dovrebbero quindi sostituirsi l’utilizzo corretto dello spazzolino, un’igiene orale frequente e l’impiego del filo interdentale. La formazione di tartaro risulta tuttavia inevitabile e fortemente influenzata da diversi fattori quali, a titolo di esempio:

  • la disposizione dei denti nell’arcata dentale
  • la predisposizione del paziente
  • igiene orale effettuata scorrettamente
  • igiene orale non regolare
  • gengive infiammate
  • xerostomia

Per questi motivi si rende di solito necessario effettuare regolarmente una seduta per l’ablazione del tartaro e, al contempo, continuare  a mantenere buone abitudini di igiene orale. Vediamo quindi nel dettaglio ogni quanto tempo effettuare la pulizia, in cosa consiste la rimozione del tartaro dai denti e gli effetti positivi di una struttura dentale sana.

 

OGNI QUANTO TEMPO FARSI TOGLIERE IL TARTARO

L’operazione che consiste nella rimozione del tartaro, in gergo comune denominata pulizia dei denti, andrebbe in condizioni normali ripetuta ogni circa 6 mesi. Se tuttavia si rientra in una delle casistiche sopra menzionate sarebbe bene farsi consigliare dal proprio dentista ogni quanto tempo ripetere l’ablazione.

6 mesi ultima pulizia dei denti

La disposizione dei denti può influire molto sulla frequenza in quanto il posizionamento dei denti nell’arcata può favorire l’accumulo di residui di cibo e quindi, a lungo andare, la creazione di tartaro. Denti disallineati (qui spieghiamo come allinearli senza apparecchio) o storti  sono difficili da pulire tanto con spazzolini classici quanto con quelli elettrici. Lo stesso vale per il filo interdentale. Anche una scarsa salivazione può velocizzare il processo di formazione del tartaro. La saliva infatti contiene componenti in grado di pulire e proteggere il dente, detergere il cavo orale e rallentare il processo di formazione di placca batterica. Un altro importante fattore che incide sulla frequenza della detartrasi è l’igiene orale. Non conta ovviamente solo la frequenza (3 volte al giorno dopo i pasti) ma anche la sua qualità. Il mancato utilizzo del filo interdentale o una tecnica di spazzolamento scorretta possono portare ad un accumulo di tartaro tra i denti o sotto le gengive, che possono quindi essere soggette ad una più facile infiammazione.

 

COME VIENE EFFETTUATA L’ABLAZIONE DEL TARTARO

L’ablazione viene effettuata mediante strumenti (o curette) di tipo meccanico, elettronico o ad ultrasuoni che rimuovono dalla superficie del dente (sopra ma soprattutto sotto il livello delle gengive) il tartaro accumulato.

Il trattamento è molto comune e del tutto indolore, specialmente se le gengive non sono molto infiammate. Di solito l’igienista comincia dall’ultimo molare, proseguendo poi lungo tutta l’arcata rimuovendo il tartaro tra i denti attigui e quello accumulato sotto le gengive. Una corretta pulizia deve prevedere un intervento su entrambe le facciate, sia quella esterna che quella interna, solitamente più interessata dal fenomeno, data la maggiore difficoltà a pulire i denti lungo il lato interno.

Sovente la pulizia viene intervallata da risciacqui atti a pulire la bocca e far riposare il paziente (si specifica nuovamente che si tratta di un trattamento non invasivo). Una volta effettuata la seduta, i denti rimangono più “scoperti”, per cui una maggiore sensibilità al caldo e al freddo nei giorni successivi è da considerarsi fisiologica.

prenota seduta ablazione tartaro denti

PERCHE’ RIMUOVERE IL TARTARO DAI DENTI FA BENE

Rimuovere il tartaro dai denti è un trattamento fondamentale se si desidera mantenere la propria bocca in una condizione di salute. Il tartaro ignorato può portare il paziente a soffrire diversi tipi di patologia quali, solo a titolo di esempio, paradontite e carie dentali. La costanza nell’igiene orale e nella pulizia dei denti può portare, a fronte di un ragionevole impegno temporale, mentale ed economico cadenzato nel tempo, ad un sorriso sano e una salute orale esemplare capace di ridurre i rischi di interventi o trattamenti dentali costosi e di tipo invasivo.

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24 Giugno 2016
allineatore trasparente per raddrizzare i denti

COME ALLINEARE I DENTI SENZA APPARECCHIO

Negli ultimi anni la branca dell’ortodonzia ha fatto passi da gigante creando soluzioni funzionali ed estetiche un tempo impensabili. Dagli apparecchi di nuova concezione ai materiali migliori e quasi invisibili, passando per tecniche di applicazione sempre più all’avanguardia e indolore, è diventato possibile risolvere problemi comuni dei denti affrontando spese ragionevoli e compromessi estetici del tutto accettabili. La questione del come raddrizzare i denti senza apparecchio è forse la più annosa e richiesta. La paura dell’apparecchio “che si vede” o che non permette una corretta igiene orale, per non parlare delle difficoltà nella masticazione e nella corretta pulizia dei denti, ha portato sempre più persone a cercare soluzioni ortodontiche che permettessero di allineare correttamente i denti senza ricorrere ai famosi apparecchi fissi ai più invisi.

Da qui il sempre maggiore interesse verso i famosi allineatori estetici o apparecchi invisibili, tra le migliori soluzioni oggi disponibili per raddrizzare i denti senza ricorrere a “sorrisi metallici”. Prima di raddrizzarli è però corretto effettuare una doverosa analisi sulle principali cause dei denti storti e su cosa fare se ormai bisogna intervenire per riallinearli.

Se ti interessa l’apparecchio invisibile e vuoi saperne di più, contattaci subito oppure scopri tutti i vantaggi dell’apparecchio invisibile Invisalign.

COME ALLINEARE I DENTI SENZA APPARECCHIO. LA PREVENZIONE
LA SCELTA DI UN BUON ORTODONTISTA
LE ALTERNATIVE ALL’APPARECCHIO
TUTTI I VANTAGGI DELL’INVISALIGN, L’APPARECCHIO INVISIBILE CHE RADDRIZZA I DENTI

COME ALLINEARE I DENTI SENZA APPARECCHIO. LA PREVENZIONE

La prima cosa da comprendere quando desideriamo raddrizzare i nostri denti o ci preoccupiamo che il sorriso dei nostri figli sia bello e funzionale è che prevenire è meglio di curare. Esiste una serie di comportamenti errati che, se protratti nel tempo e non corretti, possono portare alla nascita o peggioramento del problema. Ecco quindi le principali cause dei denti storti a cui porre particolare attenzione.

bambina con denti storti

LE CAUSE DEI DENTI STORTI NEI BAMBINI

Nei bambini le principali cause di un’arcata dentale non allineata sono dovute a comportamenti o abitudini sbagliati che vanno corretti prontamente prima che sia troppo tardi. Una predisposizione della bocca allo storcimento dei denti (per esempio un apparato palatale troppo piccolo) può essere corretta solamente con dei trattamenti e strumenti specifici che sono in grado di modificare la struttura boccale. In ogni caso, le seguenti cattivi abitudini in ogni caso vanno eliminate al fine di non promuovere un disallineamento dei denti dopo il trattamento.

LA POSIZIONE MENTRE SI DORME

La posizione che si assume quando si dorme è molto importante per non storcere i denti. La testa infatti è molto pesante ed esercita una notevole pressione sulle componenti corporee, quali sono i denti, che non sono fisse al 100% e che quindi risentono di sollecitazioni che, per quanto minime, vengono mantenute costanti nel tempo. Dormire a testa (o a pancia) in giù costituisce per l’appunto una pressione leggera ma costante che può portare a spingere i denti verso l’interno. Una valida alternativa alla posizione prona può essere dormire di lato o in posizione supina. In questa posizione i denti non “subiscono” il peso della testa e non vengono quindi sollecitati. Il consiglio è valido tanto per i più piccoli quanto per le persone adulte.

SUCCHIARSI IL  POLLICE

L’abitudine dei bambini di succhiarsi il pollice, fisiologica e naturale, non costituisce di per sé, se limitata alla fase iniziale della crescita, un pericolo per l’allineamento corretto dell’arcata dentaria. Se il gesto viene però ripetuto successivamente a questa fase e non interrotto, la conseguenza può essere il condizionamento della corretta formazione del palato e una pressione dannosa dall’interno verso l’esterno dell’arcata che renderebbe inevitabile, in età adolescenziale o adulta, l’applicazione di un apparecchio atto a raddrizzare i denti.

CIUCCI, BIBERON, CANNUCCE, BIRO

Si tratta di oggetti con cui tutti i bambini più o meno piccoli si interfacciano giornalmente. Al pari del pollice, un’interazione ripetuta nel tempo con un entità esterna porta a pressioni dannose sull’arcata. Ciucci e biberon andrebbero limitati al loro puro utilizzo funzionale e non dovrebbero costituire un metodo irrinunciabile per tranquillizzare il bebè. Nello stesso modo biro e cannucce utilizzate erroneamente possono portare allo spostamento laterale, esterno o interno di alcuni denti e obbligare così al ricorso all’apparecchio dentale.

adulto con denti storti

LE CAUSE DEI DENTI STORTI NEGLI ADULTI

Negli adulti i comportamenti più comuni che possono causare un disallineamento dei denti sono perlopiù dovuti a posture scorrette, cattive abitudini o interventi tardivi.

POGGIARE LA TESTA

Poggiare la testa mentre si lavora è un atteggiamento posturale scorretto. Molte persone mentre studiano o lavorano hanno l’abitudine di poggiare la testa su una mano, sempre dallo stesso lato. Per evitare una pressione costante verso l’arcata sarebbe opportuno sforzarsi di mantenere una postura corretta e lineare, che peraltro allevia inutili carichi sulle vertebre cervicali e lombari della schiena.

MANGIARSI LE UNGHIE

Mangiarsi le unghie è un antico vizio. Se protratto nel tempo può comportare lo spostamento dell’arcata inferiore e superiore rispettivamente verso l’esterno e l’interno della bocca.

NON SOSTITUIRE I DENTI MANCANTI

Un’altra regola fondamentale, e forse una delle più importanti, che aiuta a prevenire l’utilizzo dell’apparecchio per raddrizzare i denti è sostituire immediatamente i denti persi o estratti con un impianto dentale. Quando si perde un dente o si è costretti ad estrarlo, si crea uno spazio nell’arcata dentale che se non opportunamente occupato porta inevitabilmente alla perdita dell’equilibrio nella posizione tra i vari denti e quindi un disallineamento degli stessi tanto nell’arcata interessata quanto in quella opposta.

RIMANDARE L’ESTRAZIONE DEL DENTE DEL GIUDIZIO, OVE NECESSARIA

Molti ragazzi e adulti si ritrovano nella condizione di dover raddrizzare i denti a motivo di un marcato intervento dentistico. In molti casi, i denti del giudizio, che nascono intorno ai 20 anni (qui la tabella dei denti da latte e permanenti) non trovano spazio in un’arcata dentale e un palato ristretto. Quando lo spazio non c’è, il dente deve essere rimosso. A volte l’intervento va addirittura effettuato prima della nascita del dente proprio alla luce di preservare o mantenere spazio sufficiente per gli altri denti e impedire quindi che una forza interna li possa disallineare. Quando un dente del giudizio non trova il suo spazio naturale esercita infatti una forte pressione sull’intera arcata rendendo necessario un apparecchio, fisso o rimovibile, per raddrizzare i denti vicini. Rimandare l’estrazione, quando necessaria, significa incorrere il più delle volte in un disallineamento di una o di entrambe le arcate.

LA SCELTA DI UN BUON ORTODONTISTA

La scelta di un buon ortodontista costituisce il primo passo da effettuare quando si vogliono “raddrizzare” i denti. Questa fase prevede la scelta dello studio, l’appuntamento e l’inizio delle cure. Se non conosci uno studio affidabile, ti suggeriamo di contattarci per fissare un appuntamento gratuito. La prima visita presso lo studio è necessaria per valutare le reali condizioni di salute della tua bocca, valutare insieme le possibili alternative (non esiste praticamente mai un’unica soluzione quando si parla di odontoiatria) ed infine fare un preventivo di costi il più accurato possibile. Ricevere un preventivo telefonico, oltre che poco corretto e irrispettoso nei confronti dei professionisti che dovranno calcolarlo, è per di più poco professionale e irrealizzabile senza aver prima esaminato approfonditamente la situazione dentale del paziente.

Se sei interessato ad ogni modo a conoscere indicativamente i costi per riallineare i denti (con o senza apparecchio), possiamo indicarti come cifra di massima un prezzo di partenza di circa 2.000€ nel caso di una soluzione basata su allineatori invisibili. Ovviamente, come anticipato, i fattori che influenzano il preventivo sono molteplici e riguardano la tipologia di apparecchio scelto (fisso o rimovibile), il numero di interventi da effettuare, la quantità di componenti da realizzare o sostituire ecc.

In ogni caso, durante la prima (o le prime) visite, la scelta più importante sarà optare per la tipologia di apparecchio da applicare.

LE ALTERNATIVE ALL’APPARECCHIO

Come anticipato all’inizio di questo articolo, fortunatamente la scienza odontoiatra mette a disposizione sempre più strumenti capaci di raggiungere l’obiettivo funzionale e medico e al contempo preservare l’estetica del sorriso durante il trattamento. Oltre alla classica ortodonzia fissa solitamente utilizzata per correggere i diallineamenti dei denti di adolescenti e adulti, esistono delle componenti e degli apparecchi che costituiscono alternative validissime che coniugano, a parità di risultato, la necessità di mantenere il prezzo accessibile ad un’estetica del sorriso ineccepibile per tutta la durata della terapia. Vediamole insieme.

BRACKET IN PORCELLANA E FILI ORTODONTICI INVISIBILI

Rimaniamo sempre all’interno della branca di apparecchi fissi. I denti vengono raddrizzati o allineati mediante un apparecchio che non è rimovibile e che è installato nella parte esterna dell’arcata. I vantaggi sono i bracket in porcellana e i fili ortodontici installati sulla superficie linguale dei denti che rendono di fatto praticamente invisibile la presenza dell’apparecchio ortodontico. Solitamente il trattamento può durare da alcuni mesi a diversi anni, a seconda della gravità della condizione dentale del paziente.

L’ESPANSORE DEL PALATO (solo per ragazzi)

Questo strumento è utilizzabile solo dai ragazzi con meno di 14-15 anni in quanto durante l’adolescenza l’osso mascellare, prima malleabile e più morbido, inizia a indurirsi. Si tratta di un espansore, applicato al palato e collegato ai denti, che serve per espandere e allargare la mascella, favorendo la disposizione dei denti delle due arcate. La pressione è esercitata non solamente sull’osso ma anche sui tessuti e le muscolature interne ed esterne che ottengono così un corretto bilanciamento.  Ha un costo contenuto se rapportato ai benefici che può apportare. Parte da circa 1.200€ che possono arrivare ad un massimo di 2.000€, se in abbinamento a diverse terapie funzionali. Comporta solitamente visite abbastanza frequenti e interventi generalmente non invasivi e quindi poco dolorosi.

FACCETTE E MODELLATORI DENTALI

Le faccette sono delle soluzioni estetiche, componenti in ceramica della forma richiesta che possono essere applicate su denti scheggiati o macchiati. Specifichiamo che non si tratta di un trattamento utile a raddrizzare i denti senza apparecchio ma di un’alternativa ad altri trattamenti che serve a l’estetica del proprio sorriso. Il modellamento dentale consiste invece in una terapia abbastanza invasiva dove il dentista lima lo smalto del dente, applica dei prodotti appositi a base di resina e modella il dente conferendogli una nuova forma anatomicamente corretta e allineata con l’arcata interessata.

La soluzione principale per raddrizzare i denti senza apparecchio è tuttavia l’utilizzo di un apparecchio invisibile. Scopriamone assieme i vantaggi.

TUTTI I VANTAGGI DELL’INVISALIGN, L’APPARECCHIO INVISIBILE CHE RADDRIZZA I DENTI

invisaligna, apparecchio invisibile per allineamento

L’invisalign è probabilmente uno degli strumenti migliori per allineare i denti senza apparecchio. Non ha nulla a che vedere con il classico e metallico apparecchio fisso, tanto temuto da adulti e adolescenti. Si tratta invece di un allineatore trasparente, invisibile, che viene applicato all’arcata da “raddrizzare”. L’apparecchio è costituito da più mascherine che vanno mantenute di giorno e di notte (eccetto i pasti) e che poco a poco, impercettibilmente, modificano la disposizione dei denti riallineandoli secondo un’arcata dentale corretta, lineare ed esteticamente e funzionalmente soddisfacente.

Invisalign (l’apparecchio ortodontico di solito utilizzato presso il nostro studio) è utilizzato da più di 3.000.000 di persone nel mondo. Ogni aligner personalizzato viene sostituito periodicamente. Essendo realizzato sulla base dello stampo della propria arcata è ovviamente molto comodo ed efficace. Soprattutto, non interferisce con le attività quotidiane.

Al pari di tutti gli allineatori estetici, necessita di una regolare ma rapida pulizia giornaliera. Grazie alla sua diffusione così capillare ha prezzi accessibili che consentono a tutti coloro che altrimenti avrebbero optato per un apparecchio fisso di provarlo e apprezzarlo.

Dati i numerosi vantaggi, il prezzo accessibile, la comodità, l’estetica preservata e la sua configurazione così poco invasiva ed indolore, risulta oggi tra i trattamenti più richiesti e vanta un tasso di soddisfazione tra i più alti nell’intero settore odontoiatrico.

Nonostante possa essere utilizzato in un’ampia gamma di casistiche e sia spesso la soluzione maggiormente proposta dal nostro studio dentistico, spetta all’odontoiatra suggerirne l’utilizzo. Per questo motivo è indispensabile prendere un appuntamento al fine di poter ricevere la migliore assistenza medica possibile, ovvero una diagnosi corretta, una consulenza precisa e risolutiva e un preventivo trasparente ed accessibile.

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9 Giugno 2016
devitalizzazione dente molare presso lo studio dentistico acilia roma

COSTO DEVITALIZZAZIONE DENTE MOLARE

Abbiamo già approfondito in una pagina dedicata qual è il costo della devitalizzazione di un dente. L’articolo prendeva in esame vari parametri orientando il lettore verso le fasi per le quali bisogna passare se si rende necessaria una terapia canalare di un qualsiasi dente dell’apparato boccale.

Se vuoi sapere qual è il costo per la devitalizzazione di un dente molare, ti suggeriamo di esaminare l’articolo suggerito al fine di comprendere le dinamiche che determinano il prezzo. L’importo finale, indicativo, può infatti variare molto a seconda della struttura presso cui ci si rivolge, la condizione del dente, il dente stesso (pre-molare, molare, dente del giudizio). In questo articolo specifico approfondiremo invece il costo per la devitalizzazione di un dente molare che, solitamente, parte da circa €150,00 anche se, come specificato, si tratta tuttavia di una cifra poco indicativa.

costo base devitalizzazione molare presso lo studio dentistico acilia di Roma

Vediamo quindi tutte le visite e terapie da sostenere quando il trauma o la carie del molare (tra le principali e comuni cause che rendono necessario il trattamento) sono troppo gravi per essere risolti con una semplice otturazione o ricostruzione.

  1. La visita di controllo
  2. La devitalizzazione (terapia canalare)
  3. La ricostruzione
  4. La capsula (nel caso di devitalizzazione dente molare, fortemente raccomandata)

 

IL COSTO DELLA VISITA DI CONTROLLO

La visita di controllo in molte strutture non si paga. Nel nostro studio dentistico di Acilia, zona sud di Roma, la prima visita è sempre gratuita e di solito include una piccola radiografia endorale necessaria per valutare la condizione del dente. Generalmente trattamenti aggiuntivi come una dettagliata ortopanoramica digitale, se non si prosegue con il trattamento, sono invece a pagamento (30€, salvo casi particolari).

Di norma però in molti studi di Roma la prima visita prevedere il pagamento di un corrispettivo che può variare dai 20 agli 80€

Presso il nostro studio: gratis

bottone informazioni devitalizzazione

IL COSTO DELLA DEVITALIZZAZIONE DEL MOLARE

E’ il prezzo per la devitalizzazione del dente, il trattamento che prevede la totale desensibilizzazione del molare. Può variare molto a seconda del dente trattato, le sue condizioni e il numero di radici. Presso il nostro studio il prezzo può variare da 200 a 250€, ma in alcuni casi vi sono studi che applicano anche tariffe doppie o triple.

Presso il nostro studio: da €200,00

bottone informazioni devitalizzazione

IL COSTO DELLA RICOSTRUZIONE DEL MOLARE

E’ il costo da affrontare per ricostruire il dente. Prevede l‘inserimento di perni all’interno delle radici desensibilizzate e consiste in un trattamento ovviamente più complesso di una semplice otturazione. Spesso il suo ammontare non viene specificato quando il cliente domanda il costo della devitalizzazione di un dente molare, ma si tratta in realtà di una spesa imprescindibile da affrontare e che è da assimilare al costo della semplice devitalizzazione. Il prezzo varia e si aggira intorno a 150€

Presso il nostro studio: da €120,00

bottone informazioni devitalizzazione

IL COSTO DELLA CAPSULA PER IL MOLARE

E’ la procedura che prevede il rivestimento del dente tramite una capsula atta a proteggerlo da eventuali future rotture che potrebbero determinare la necessità di estrarre il dente e ricorrere conseguentemente a un impianto dentale (costoso e, ovviamente, più invasivo rispetto all’applicazione della capsula). Il prezzo può variare significativamente a seconda dei materiali e altri parametri.

Presso il nostro studio: da €450,00

bottone informazioni devitalizzazione

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6 Maggio 2016
CURA CARIE SUPERFICIALE

Le fasi della carie: dalla superficiale alla necrosi

Abbiamo già parlato in questo articolo di alcuni sintomi che ci possono aiutare a capire se abbiamo una carie.

Nell’approfondimento abbiamo illustrato come la carie sia una malattia degenerativa che interessa solitamente i tessuti più esterni e superficiali del dente, ma che può anche, se trascurata, arrivare a toccare le parti più profonde del dente. Vediamo ora quindi nel dettaglio come si sviluppa una carie dalla superficie fino alle parti più interne e perché non sottovalutarla, anche se crediamo si tratti solamente di una piccola carie superficiale

Fase 1: La carie superficiale

E’ quando il processo cariogeno è ancora fermo alla parte più superficiale del dente. La carie inizia in alcune zone specifiche al di sotto della placca batterica, viene intaccato il solo smalto, ma non vi è interessamento del tessuto inferiore del dente (dentina). Di solito è sufficiente una piccola e indolore otturazione per curare la carie e risolvere ogni tipo di problema.

Trascurare un problema dentale lieve come questo può portare a interventi più complessi in futuro.

Fase 2: La carie penetrante

In questa fase la perforazione del tessuto derivante dagli acidi risultanti dalla fermentazione degli zuccheri è più rapida. Questo a motivo della consistenza della dentina, il tessuto sottostante lo smalto, meno dura e quindi più facilmente e velocemente perforabile. Questo stadio della malattia è abbastanza delicato perché, per quanto ancora posizionabile nelle patologie lievi o di poco conto, è di solito quello che precede la perdita del dente. Le carie della seconda fase infatti, per quanto non più superficiali, possono ancora essere curate con una semplice otturazione. Ovviamente, anche in questo caso, molto dipende dalla profondità e dall’ampiezza dell’infezione, che può essere più o meno superficiale e quindi più o meno vicina alla polpa o allo smalto del dente.

Fase 3: La pulpite

Quando la carie è molto profonda, arriva a toccare la polpa del dente degenerando in pulpite. I sintomi sono di solito un forte dolore e un’infiammazione significativa nella zona del dente cariato ma, a volte, anche in altre zone della bocca. Il motivo per il quale si prova di solito un dolore intenso e duraturo è che la polpa è ricca di terminazioni nervose e vasi sanguigni. Questa fase della malattia non è più superficiale e comporta quindi l’impossibilità di recuperare il dente. Avendo ormai toccato la carie la parte viva del tessuto, si è obbligati a procedere con una devitalizzazione del dente, a cui successivamente potrebbe seguire anche l’applicazione di una capsula, qualora la struttura più esterna del dente non sia più in grado di reggere un’otturazione ma necessiti di una copertura del dente più stabile e duratura.

Fase 4: La necrosi

Quando la malattia è stata completamente trascurata si può arrivare purtroppo alle necrosi o alla morte del dente, con relativi ascessi, granulomi o cisti che potrebbero richiedere interventi più profondi, complessi e dolorosi in fase post-operatoria.

FASI DELLA CARIE, CARIE SUPERFICIALE, CARIE PROFONDA, PULPITE, NECROSI

Perché è importante non sottovalutare una carie superficiale

Come abbiamo visto, per quanto spesso una carie superficiale possa non essere visibile, dolorosa o esteticamente lesiva, si tratta comunque della prima fase di una malattia degenerativa che può portare conseguenze più gravi. Per quanto lo sviluppo dell’infezione sia molto lento e possa durare negli anni, la velocità con cui la carie si propaga e passa quindi dalla superficie dello smalto ai tessuti più interni può variare in base a molti fattori. Si può arrivare quindi in pochi mesi a dover effettuare otturazioni più profonde (e dolorose) o addirittura devitalizzazioni o estrazioni del dente (nel caso del terzo molare) che comportano sia un disagio orale che un esborso economico superiore.

Oltre ad una corretta e regolare igiene orale, raccomandiamo quindi un controllo periodico ogni 6 mesi presso il proprio dentista. La prevenzione dentale il primo passo per evitare problemi più seri. Se pensi di avere una piccola carie o hai un dolore a una zona localizzata della bocca, non esitare a contattarci per prendere un appuntamento (prima visita sempre gratuita).

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2 Maggio 2016
denti da latte in bocca numero e denti misti

Quanti sono i denti da latte? Scopriamo il numero esatto

Sono in molti, per lo più giovani mamme e papà, a chiedersi quanti siano i denti da latte. Un po’ a motivo della paura che sia tutto a posto, altre volte per sapere come mai noi adulti ne abbiamo molti di più, ma la verità è che siamo tutti curiosi e/o bisognosi di sapere se la funzionalità della bocca dei nostri bambini/familiari è corretta e il numero esatto dei loro denti da latte. Ecco allora una breve disamina sui denti da latte e i denti permanenti e le tempistiche da tenere in considerazione per un corretto sviluppo dell’arcata dentaria del proprio figlio.

Il numero dei denti da latte

Quanti sono i denti da latte allora? Il numero esatto è 20. Vengono definiti anche temporanei o non permanenti dato che la loro presenza è limitata generalmente ai primi 14 anni di età. Sono composti da 4 cinquine, una per ogni semi-arcata dentaria. Per capire quanti sono i denti di ogni arcata e per identificarli, è necessario partire dagli incisivi centrali. Ogni semi-arcata da latte è composta da incisivo centrale, incisivo laterale, canino, molare, molare. Perché allora ci ritroviamo da adulti con 32 denti e, soprattutto, quali sono i rischi nel passaggio dalla dentizione primaria a quella mista e quella permanente?

Il numero dei denti permanenti

I denti permanenti sono, come specificato, 32, quindi ben 12 in più del numero dei denti da latte. La differenza è dovuta alla crescita ossea della mascella. In questo caso le 4 semi-arcate sono composte da 8 denti ciascuna, ovvero da un incisivo centrale, uno laterale, un canino, 2 premolari e 3 denti molari (di cui uno in gergo definito il dente del giudizio).

A che età cadono i denti da latte e quali sono i rischi?

I denti da latte cadono tutti di solito entro l’inizio dell’adolescenza. I primi spuntano verso l’età di 8 mesi, mentre gli ultimi in prossimità o poco dopo il secondo anno di età. I primi denti che cadono sono di solito gli incisivi centrali (superiori ed inferiori) mentre gli ultimi sono i secondi molari. Capire quanti sono i denti da latte che devono spuntare entro i 12 mesi può aiutare i genitori ad una corretta gestione della masticazione e dell’alimentazione del proprio piccolo. Sapere invece quando e come deve avvenire la caduta di questi denti temporanei è necessario al fine di non incombere in rischi funzionali ed estetici.

A che età “spuntano” i denti da latte?

A seguire uno schema preciso che evidenzia quanti sono e quando nascono i denti da latte. I 20 denti suddivisi per arcata e tipologia, dagli incisivi centrali inferiori, i primi a spuntare, ai secondi molari, che invece nascono intorno ai 2 anni.

Incisivi centrali superiori: 7 mesi

Incisivi centrali inferiori: 6-7 mesi

Incisivi laterali superiori: 7 mesi

Incisivi laterali inferiori: 8 mesi

Canini superiori: 17-20 mesi

Canini inferiori: 16-20 mesi

Primi molari superiori: 13-16 mesi

Primi molari inferiori: 12-16 mesi

Secondi molari superiori: in prossimità dei 2 anni

Secondi molari inferiori: in prossimità dei 2 anni

A che età cadono i denti da latte?

Qui invece, dente per dente, tutte le età in cui cadono. Dagli incisivi centrali inferiori e superiori, i primi a cadere, ai secondi molari, che sono invece gli ultimi e che si perdono poco prima dell’inizio dell’adolescenza.

Incisivi centrali superiori: 6-7 anni

Incisivi centrali inferiori: 6-7 anni

Incisivi laterali superiori: 7-8 anni

Incisivi laterali inferiori: 7-8 anni

Canini superiori: 10-12 anni

Canini inferiori: 9-12 anni

Primi molari superiori: 9-11 anni

Primi molari inferiori: 9-11 anni

Secondi molari superiori: 9-12 anni

Secondi molari inferiori: 9-12 anni

A che età “spuntano” i denti permanenti?

Incisivi centrali superiori: 7 anni

Incisivi centrali inferiori: 7 anni (precedono i superiori)

Incisivi laterali superiori: 8 anni (precedono gli inferiori)

Incisivi laterali inferiori: 8 anni

Canini superiori: 9 -12 anni

Canini inferiori: 9 -12 anni

Primi premolari superiori: 9 -12 anni

Primi premolari inferiori: 9 -12 anni

Secondi premolari superiori: 9 -12 anni

Secondi premolari inferiori: 9 -12 anni

Primi molari superiori: 6 anni

Primi molari inferiori: 7 anni

Secondi molari superiori: 12 anni

Secondi molari inferiori: 12 anni

Terzi molari superiori: 18-21 anni

Terzi molari inferiori: 18-21 anni

Ecco a seguire uno schema che evidenzia quanti sono i denti temporanei dei bambini, a che età spuntano e quando cadono (o dovrebbero cadere). L’info-grafica può essere condivisa oppure stampata per essere poi incollata nella cameretta del bimbo o inserita nel proprio diario delle date importanti, così da poter tenere memoria, se lo si desidera, di quando è caduto o comparso il primo dentino ma, soprattutto, dello sviluppo mandibolare e dentale del proprio figlio, necessario al fine di verificare la correttezza del suo sviluppo boccale.

a che età cadono i denti da latte e a che età nascono

Denti da latte che non cadono. Tutti i rischi

Come specificato, normalmente la nascita dei denti da latte non comporta particolari problemi. Potrebbe verificarsi un arrossamento o rigonfiamento delle gengive, ma di solito lo sviluppo della dentizione decidua prosegue normalmente. Possono però verificarsi alcuni problemi in fase di dentizione mista, ovvero la fase in cui i denti permanenti si sostituiscono a quelli della dentizione primaria.

Un primo rischio legato alla nascita/caduta dei denti da latte. L’agenesia dentaria

Succede talvolta che un dente non sia presente. Il termine scientifico di tale circostanza è agenesia dentale (l’agenesia è la mancanza di un organo o componente nel nostro organismo). In questi casi si può propendere per estrarre il dente e favorire così il corretto riposizionamento degli altri denti

Un secondo rischio. Quando ci sono troppi denti

Può succedere che l’arcata presenti denti in un numero superiore a quello naturale. In questi casi bisogna sempre procedere con l’estrazione al fine di favorire il corretto sviluppo dell’apparato dentale.

Uno dei rischi maggiori.  Quando i denti da latte non cadono

Può succedere che i denti da latte non cadano. Quando la dentizione decidua non segue il suo corso ma ritarda la caduta di alcuni denti da latte, l’eruzione del dente permanente sottostante può essere frenata, causando un’inclusione definitiva del dente. Il problema in tale caso non sarebbe ovviamente solo estetico ma anche medico e funzionale.

Cosa fare quando i denti da latte sono troppi o non cadono

Non ci stanchiamo mai di ricordare che, specialmente quando si parla di denti, prevenire è meglio che curare. Gestire in maniera corretta e consapevole lo sviluppo dei denti da latte e dei denti permanenti del proprio figlio rientra non solamente in quelle che sono definibili le responsabilità genitoriali, ma soprattutto in una logica preoccupazione che può evitare numerosi (e costosi) interventi estetico-funzionali atti a ripristinare o raggiungere una salute orale corretta e un’estetica del sorriso e della bocca accettabile nel proprio bambino. Diventa quindi fondamentale, durante il periodo dello sviluppo, eseguire periodicamente delle ortopanoramiche tramite radiografia digitale delle arcate dentarie dei propri figli in grado di evidenziare prontamente eventuali disfunzioni. Interventi effettuati in giovane età consentono soprattutto uno sviluppo naturale e preciso dell’arcata dentaria e possono prevenire o eliminare i rischi di utilizzo di allineatori estetici o apparecchi dentali.

In questo articolo hai scoperto quanti sono i denti da latte, il loro numero preciso, a che età cadono e soprattutto quali sono i rischi legati a uno sviluppo non lineare della dentatura. Se hai dei dubbi, desideri informazioni in merito o vuoi prenotare una visita per verificare che la dentatura dei tuoi figli sti seguendo un corretto processo, contattaci subito compilando il form.

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2 Aprile 2016
donna con dente cariato

Come capire se un dente è cariato?

Se vogliamo capire se un dente è cariato bisogna prima aver compreso esattamente cosa è una carie.

La parola carie deriva dal latino, “caries” o “careo”, che tradotto letteralmente significa cavità vuota o essere privo. Si tratta di una malattia infettiva e degenerativa che interessa i vari tessuti dentali esterni, smalto e dentina, e che può arrivare ad interessare anche la polpa del dente.

La conosciamo tutti comunemente, quello che invece in molti non sanno è come riconoscerla, come ovvero essere certi di avere un dente cariato

Come capire se un dente è cariato: i 3 modi principali

La prima cosa da sottolineare è l’importanza, quando non si è certi se si è certi dell’esistenza o dell’entità di un problema ai propri denti, di ricorrere subito al proprio dentista. Se non si sa come capire se un dente è cariatè è perché non si ha la competenza di uno specialista ed è quindi appropriato non effettuare diagnosi sommarie fai-da-te solo al fine di minimizzare o di ostentare, come purtroppo fanno in molti, una conoscenza che in realtà proprio non si ha.

Molte patologie sono nascoste e i sintomi che comunemente potremmo interpretare come minimi o secondari potrebbero portare a conseguenze ben più gravi. Il dolore a denti e gengive può essere infatti causato da un’infinità di malattie della bocca che purtroppo molte volte vengono erroneamente ignorate, il più delle volte proprio perché si minimizza la situazione, ritenendo di avere solo una piccola e comune carie.

Fatta questa semplice, breve ma doverosa premessa, vediamo quindi 3 tipologie di dolore/sintomi differenti da non ignorare che ci potrebbero consentire di capire se il dente è cariato.

Sensibilità del dente al caldo o al freddo

E’ risaputo che un’eccessiva sensibilità del dente a cibi caldi o freddi potrebbe essere sinonimo di una carie. Molte volte all’inizio le carie non sono visibili all’occhio umano, quindi per capire se ci sono o meno si rende necessaria la visita di un dentista. Ricordiamo a tutti che spesso le carie possono sembrare in superficie molto piccole, ma poi essere in realtà più profonde di quanto si potesse ipotizzare

Dolore forte quando si mastica

Il dolore durante la masticazione potrebbe essere sinonimo di presenza di una carie. Bisogna ovviamente distinguere tra i dolori localizzati alle gengive e dolori fortemente concentrati sul dente in sé.

Sensibilità a cibi dolci o acidi

Quando si sente un dolore intenso nell’ingerire cibi dolci (la classica caramella, per esempio) o acidi è spesso perché uno dei denti su cui si sta masticando è cariato. Suggeriamo anche in questo caso  una visita preventiva dal dentista al fine di identificare in tempo la presenza o la gravità del problema.

Perché è importante richiedere subito un consulto medico

E’ molto importante quando si intuisce o si crede di avere un dente cariato ricorrere subito al proprio dentista. Spesso carie trascurate hanno portato a conseguenze ben più gravi, da altri denti cariati a un dolore maggiore provato durante l’intervento, passando per granulomi, cisti, paradontite e perdita del dente. E’ normale, comune e comprensibile che la paura di un intervento del dentista possa frenare il paziente facendolo temporeggiare, ma è fondamentale ricordare che la carie è una malattia degenerativa e che quindi il procrastinare un intervento necessario non fa altro che aumentare la complessità del futuro intervento, le spese da affrontare, il dolore pre-operatorio e a volte la difficoltà nel recupero di una corretta funzionalità nella masticazione.

 

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8 Marzo 2016
online il nuovo sito studio dentistico acilia

E’ online il nostro nuovo sito!

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