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13 Luglio 2021
dentista roma opinioni

Quando vuoi avvalerti dell’esperienza di un dentista, cerchi senza dubbio un professionista nel suo campo e che sappia farti sentire a tuo agio. Trovare dentisti capaci, all’avanguardia e cortesi non è impresa facile. 

Come trovare un buon dentista a Roma: le opinioni

Come fare per trovare un bravo dentista a Roma? Nell’era di internet, sempre più spesso ci si serve del web per ottenere gratuitamente tante opinioni riguardo a un determinato dentista. Le recensioni ci dicono quello che altri pensano di quel determinato dentista e, se può essere vero che qualche recensione sia un po’ forzata, se un dentista non è bravo, stai pur certi che lo verrai a sapere. Se chi ci ‘mette le mani in bocca non è un professionista’ ha perso un cliente e avrà una recensione negativa. 

Naturalmente le recensioni sono solo il primo step per darci un’idea della professionalità e serietà di un dentista. Successivamente, una volta sul posto (cioè all’interno dello studio dentistico) dovremo badare ad altri fattori quali: 

  • Certificato di iscrizione all’albo
  • Ottemperanza agli obblighi di legge per la Privacy
  • Anamnesi (il bravo dentista ha cura di conoscere la nostra salute in generale)
  • Pulizia degli ambienti
  • Sterilizzazione strumenti
  • Come lavora il dentista: è scrupoloso? È gentile? Ci mette a nostro agio?

Quindi quando si leggono le recensioni od opinioni su dentisti a Roma, vediamo di scoprire se il dentista scelto osserva tutti o in parte gli elementi elencati. 

Vieni a trovarci nel nostro studio

Recensioni Facebook sullo Studio Dentistico Greco

Ce ne sono davvero tantissime e tutte sullo stesso tono positivo. Le abbiamo lette sino ad arrivare al 2017 e poi ci siamo fermati ma tutte quante le opinioni hanno confermato che il modo di lavorare dello Studio dentistico Acilia della Dott.ssa Cristina Greco non è cambiato nel tempo. 

Se volessimo riassumere in poche parole ciò che contraddistingue il modo di lavorare dello Studio Dentistico Acilia, potremmo usare queste 3 espressioni: PROFESSIONALITA’, SERIETA’ E CORTESIA

Ma vediamo nel merito alcune recensioni in particolare. 

Data 2 luglio 2020: “Sono la mamma di una bimba di 5 anni e mezzo. Questa mattina ho portato la mia piccola MG, dalla dott.ssa Cristina Greco. Premetto che mia figlia in passato non ha mai avuto esperienze piacevoli con i dentisti. La dottoressa ha saputo fin da subito instaurare un rapporto di empatia, di fiducia con la bimba e finalmente siamo tornate a casa felici. Sentire mia figlia dire che la dottoressa le piace è davvero gratificante.

Grazie dottoressa Greco.

Ci vedremo nei prossimi controlli.” TC

 

Vogliamo ricordare infatti che lo Studio dentistico Acilia della Dott.ssa Cristina Greco, si occupa anche dell’odontoiatria pediatrica particolarmente rivolta alla prevenzione e al trattamento indolore nei piccoli pazienti. 

Ma ritorniamo alle opinioni.

Data 10 marzo 2020: “professionalità e serietà” scrive ADS.

Data 5 luglio 2019: “Cortesia e professionalità, davvero consigliatissimo!!” AT

Data 4 aprile 2019: “Grande professionalità e accoglienza – dignità dei costi e puntualità disarmante!!!” SA

Data 6 febbraio 2019: “Oggi sono entrato nella vera PROFESSIONALITÀ DENTISTICA che purtroppo non è facile da trovare. Sono soddisfatto e felice di aver trovato uno studio dentistico con tanta simpatia eleganza e soprattutto ti fanno sentire a casa. La dottoressa Greco gentile, alla mano e soprattutto SPIEGA PASSO PASSO IL LAVORO DA SVOLGERE INDICANDO SUL MONITOR IL TUTTO. Studio PULITO, ORDINATO E ORGANIZZAZIONE AL TOP.” FSM

Data 22 novembre 2017 “Grande professionalità accompagnata da molta gentilezza e cortesia, bella presenza che non guasta.” LRM

Data 4 luglio 2017: “L’alta professionalità della Dott.ssa Cristina Greco le conferisce particolare rilevanza e prestigio. Un paziente grato per il pregevole lavoro ricevuto.” GD

Data 22 novembre 2017: “Lo studio dentistico della dottoressa Cristina Greco… che dire, studio e strumenti all’avanguardia, gente preparata che ama quello che fa… la dottoressa Cristina il top.” DI

Recensioni su Google

Le recensioni su Google sono tutte a 5 stelle. Eccone alcune:

Data febbraio 2021: ‘GENTILI E PROFESSIONALI.
Attratto dalle ottime recensioni ho prenotato una pulizia dei denti + visita. E mi ritrovo molto felicemente a confermare l’ottimo livello del servizio, oltre ad una diffusa carineria (cosa affatto non scontata!).
Lo consiglio sicuramente!” SM

Data marzo 2021: “Da poco loro paziente ho riscontrato subito professionalità, puntualità sugli appuntamenti, gentilezza e soprattutto ti fanno sentire a tuo agio anche se il dentista è sempre una visita “particolare”. Consigliatissimi.” IB

Data ottobre 2020: “Tutte carinissime!! Complimenti” EDV

Data settembre 2020: “Mi sono fatta coraggio (visto le esperienze passate) grazie alle recensioni lette. Confermo! Molto professionali e la Dott.sa Cristina impeccabile! Consigliatissimo” OI

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24 Aprile 2021
come lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico

 

Lo spazzolino elettrico è entrato ormai a far parte della vita di molti di noi da diversi anni. L’esperienza mostra che, per come è progettato, i risultati che si possono ottenere nel lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico sono spesso più efficaci rispetto a quelli ottenuti con lo spazzolino tradizionale.

Qual è, però, il corretto utilizzo dello spazzolino elettrico per lavarsi i denti?

Cominciamo col dire che grazie alla versione con la testina tonda, la rotazione ad alta frequenza dello spazzolino elettrico favorisce una pulizia dei denti più delicata ed efficace e per questo può rimuovere una maggiore quantità di placca rispetto a uno spazzolino manuale.

Come lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico

Perché lo spazzolino elettrico svolga bene la sua funzione è necessario prestare attenzione ad alcune istruzioni fondamentali:

  • Prima di lavarti i denti appoggia il dentifricio sulla testina dello spazzolino ancora spento.
  • Accendi lo spazzolino solo una volta che lo hai appoggiato sul dente così da evitare schizzi.
  • Dividi idealmente la dentatura in quattro quadranti, due dell’arcata superiore e due di quella inferiore, così da non trascurare nessun dente.
  • Pulisci i denti uno per volta cominciando dal quadrante che preferisci.
  • Non fare troppa pressione sui denti. È sufficiente appoggiare la testina tonda su un dente alla volta ed esercitare una leggera pressione lasciando che lo spazzolino faccia il suo lavoro.
  • La pulizia di ciascun dente si può suddividere in tre fasi:
    1. Tieni lo spazzolino in posizione orizzontale sulla superficie esterna del dente facendolo ruotare lungo il bordo gengivale. Poi inclinalo leggermente per andare a pulire gli spazi interdentali;
    2. Passa delicatamente lo spazzolino lungo le superfici interne del dente rimanendo un po’ più a lungo sugli incisivi inferiori (quelli posizionati sul davanti dell’arcata inferiore) perché è il punto in cui si forma più facilmente la placca;
    3. Infine appoggia la testina sulla superficie superiore del dente (quella masticatoria) e lascialo alcuni secondi. Ricordati di pulire bene la parte posteriore dei molari che si trovano in fondo alla bocca.
  • Assicurati di compiere queste tre fasi per ciascuno dei quattro quadranti della dentatura (i due superiori e i due inferiori). Per ciascun quadrante sono sufficienti in totale 30 secondi per fare una buona pulizia.
  • Ricorda di lavare i denti almeno due volte al giorno per due minuti.
  • La testina dello spazzolino deve essere sostituita quattro volte l’anno al fine di mantenere la sua efficacia.

 

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Pulizia dentale professionale e profonda

Ovviamente, per quanto lavarsi bene i denti con lo spazzolino elettrico sia efficace e pur utilizzandolo correttamente, questi non può sostituire la periodica pulizia dentale che deve essere fatta da un dentista. Per cui, se volete mantenere la vostra dentatura sana e in buone condizioni igieniche è essenziale che almeno ogni sei mesi (massimo un anno) prendiate un appuntamento con il vostro dentista di fiducia per effettuare una pulizia dentale completa e profonda ed avrete, in questo modo, sempre denti forti e soprattutto sani!

Contattaci per una pulizia dei denti!


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11 Marzo 2021
sangue gengive cause malattie rimedi

 

Non è difficile capire quando un fenomeno di sanguinamento gengivale può considerarsi un episodio isolato e sporadico e quando è necessario preoccuparsi e cercare di andare più a fondo. Solitamente la perdita di sangue dalle gengive avviene durante l’igiene orale e non è possibile non accorgersene in quanto tracce di sangue appaiono subito evidenti dopo che si è cominciato a spazzolare i denti.

Quali possono essere le cause del sangue dalle gengive? Il sanguinamento è sempre legato a una malattia? E soprattutto, quali sono i possibili rimedi?

Perdita di sangue dalle gengive: possibili cause

La perdita di sangue dalle gengive è un problema piuttosto comune ed è spesso causata da un’infiammazione gengivale che può avere diverse cause. Se si tratta di sanguinamento delle gengive quando lavo i denti è probabile che ci sia qualcosa che non va nel modo di lavarli. Per esempio, in molti casi può trattarsi di uno spazzolamento dei denti troppo aggressivo che va inevitabilmente a stressare la gengiva e a provocare la perdita di sangue. In altri casi può dipendere da un uso sbagliato del filo interdentale che, passato di fretta tra un dente e l’altro, va a incidere sulla gengiva provocandone il sanguinamento.

In altri casi la perdita di sangue dalle gengive può essere causata da cambiamenti ormonali, per esempio durante il periodo della gravidanza. Non è insolito infatti che il fenomeno del sanguinamento gengivale si acuisca a partire dal concepimento a motivo dei grandi cambiamenti che cominciano a verificarsi nel corpo femminile. Questo perché la quantità di progesterone aumenta man mano che l’utero va preparandosi per la gravidanza. Durante questo periodo la perdita di sangue dalle gengive può aumentare.

Un altro fattore che può contribuire alla perdita di sangue dalle gengive è l’assunzione di alcuni farmaci che contengono sostanzialmente proprietà anticoagulanti come il warfarin, l’aspirina e la eparina.

Infine tra le cause principali di perdita di sangue dalle gengive possono esserci carenze vitaminiche dovute a una cattiva alimentazione o un’alimentazione povera di sostanze nutritizie. Nel caso del sanguinamento gengivale ci riferiamo nello specifico a carenza di vitamina C e K.

In ciascuno dei suddetti casi stiamo parlando comunque di cause temporanee e facilmente rimovibili come spiegheremo nell’ultimo sottotitolo dell’articolo. D’altra parte, quando, a seguito di un sanguinamento gengivale occorre preoccuparsi? Il sanguinamento gengivale potrebbe dipendere da una vera e propria malattia?

 

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Perdita di sangue dalle gengive: quando la causa è una malattia

Quando il sanguinamento gengivale diventa cronico allora è molto probabile che alla radice ci sia un problema patologico. Per esempio, se si tratta di un sanguinamento gengivale notturno (quindi non legato a un sanguinamento mentre lavo i denti) la perdita di sangue dalle gengive potrebbe dipendere da un problema di diabete. Soprattutto nei soggetti iperglicemici l’elevata concentrazione di glucosio nel sangue può portare facilmente a complicanze vascolari e quindi di perdita di sangue dalle gengive persistente.

Altre patologie legate al sanguinamento gengivale sono quelle correlate ai disturbi della coagulazione che hanno spesso in comune una carenza di piastrine. Coloro che sono affetti da questo genere di disturbi possono riscontrare perdite di sangue dalle gengive improvvise e persistenti.

Ci sono poi altre malattie che possono manifestarsi, oltre ai sintomi tipici della patologia, anche con il sanguinamento gengivale. Tra queste ci sono l’Anemia di Fanconi, la Chikungunya, il Dengue, l’Ebola, l’Emofilia, la Febbre Gialla, la Febbre di Lassa e la Leucemia. Queste sono, ovviamente, malattie di una certa gravità che presentano sintomi ben maggiori della perdita di sangue dalle gengive.

Malattie più comuni che invece sono strettamente riconducibili a un sanguinamento gengivale cronico sono la Gengivite e la Paradontite.

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Perdita di sangue dalle gengive: rimedi

Abbiamo riscontrato più volte, mentre ci laviamo i denti, la presenza di sangue dalle gengive: come possiamo fermarlo? Come è evidente dalle informazioni presentate in questo articolo sono fondamentalmente due i fattori che possono provocare la perdita di sangue dalle gengive.

Uno è di natura temporaneo mentre l’altro può essere cronico. Nel primo caso il rimedio più efficace è agire, laddove è possibile, sulla rimozione della causa del sanguinamento gengivale.

Per esempio, apportando le necessarie modifiche ad abitudini sbagliate (vedi il modo in cui ci laviamo i denti), se possibile, riducendo il consumo di determinati farmaci e migliorando la nostra alimentazione. Nel caso di una donna incinta si tratterà di attendere la fine della gravidanza per cominciare a vedere dei miglioramenti.

Se la causa del sanguinamento gengivale è invece patologica c’è soltanto una cosa da fare: rivolgersi al più presto a uno specialista per fare una corretta diagnosi e valutare il trattamento da applicare nel caso specifico. La cosa importante è non sottovalutare il problema perché la perdita di sangue dalle gengive potrebbe essere soltanto il sintomo minore di un disturbo più serio.

 

 

 

 

 

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23 Febbraio 2021
perdita smalto denti

 


La perdita dello smalto dei denti, o più tecnicamente l’erosione dello smalto dentale, è diventato un problema comune. Per quanto si tratti di una sostanza molto resistente (si pensa quasi quanto il diamante), anch’esso ha dei nemici terribili che possono minacciarlo e, se non si interviene in tempo, eroderlo. Quali sono le cause? E, soprattutto, quali i rimedi?

Perdita smalto dei denti: quali sono le cause?

Gli agenti che possono provocare l’erosione dello smalto dei denti sono fondamentalmente di due categorie: interni ed esterni. Ovvero, possono essere sostanze prodotte dal nostro stesso organismo o legati a cause esterne di diversa origine.

Erosione Dentale: Cause interne

Tra le cause interne di erosione dentale ci sono gli acidi prodotti all’interno del nostro sistema digerente. Per esempio, chi soffre di problemi di reflusso gastroesofageo può essere un soggetto a rischio di erosione dello smalto dentale. Così come chi ha problemi di bulimia e quindi si induce al vomito. Questi acidi, che hanno una precisa loro funzione all’interno dello stomaco, possono diventare un nemico terribile venuti a contatto con lo smalto dei denti.

Erosione Dentale: Cause esterne

Tra le cause esterne di uno smalto dentale eroso ci sono anche alcuni tipi di alimenti che, se consumati regolarmente, possono esporre i denti a un costante attacco da parte di acidi che, anche se di natura vegetale, possono diventare dannosi.

Per esempio, è risaputo che alimenti come gli agrumi, i pomodori, le fragole, le carote e i kiwi contengono degli acidi che, se assunti in eccessiva quantità, possono provocare l’erosione dello smalto dei denti. Lo stesso vale per bevande come il vino, le bibite gassate, i succhi di frutta e il caffè.

Non è insolito, infatti, notare che chi fa abuso di queste bevande altamente acide ha spesso una dentatura giallastra. Attenzione, quindi, a non esagerare con questi alimenti e bevande.

 

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Erosione smalto denti: rimedi

Il rimedio più efficace contro l’erosione dello smalto dei denti è, anche in questo caso, la prevenzione. Questo perché, una volta perso lo smalto naturale dei denti, non si può più recuperare.

Pertanto dobbiamo prenderci cura di quello che la natura ci ha donato. In che modo? Per esempio, prestando attenzione alla nostra alimentazione. Ridurre, come abbiamo detto, l’assunzione di cibi e bevande che possono compromettere lo smalto dei denti e assumere con regolarità alimenti ricchi di calcio (anche in questo caso senza esagerare).

Ci sono poi alcuni piccoli accorgimenti che possono fungere da rimedi preventivi contro l’erosione dentale.

Per esempio, se vogliamo consumare una bibita gassata evitiamo di sorseggiarla a lungo esponendo inutilmente lo smalto dei denti a erosione. Piuttosto beviamola con una cannuccia o mandiamola giù in un sorso, senza farla sostare a lungo in bocca. Se abbiamo preso un’aspirina beviamo un altro bicchiere d’acqua per ripulire completamente la bocca dai residui.

E soprattutto, manteniamo una buona igiene orale lavandoci i denti dopo ogni pasto principale (pranzo e cena), utilizzando uno spazzolino con setole morbide e un dentifricio al fluoro. Ed infine prenota una regolare pulizia dei denti professionale.

 

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20 Gennaio 2021
amalgama dentale pericoloso rimozione costo

 

Otturazione amalgama


Perché un dentista fa un’otturazione del dente (o dei denti)? Nella stragrande maggioranza il problema è la carie. Questo è il problema dentale più comune che una persona si trova ad affrontare nel corso della vita. Allo stesso modo l’otturazione è la soluzione più frequente, utilizzata in odontoiatria da oltre un secolo, quando il dente è ancora recuperabile. Una volta ripulito l’interno del dente cariato lo si ‘ottura’ riempiendolo con un amalgama (o composto) che va a ripristinare il volume mancante.

L’amalgama dentale è pericoloso?

Per molto tempo le otturazioni sono state fatte con un amalgama dentale composto da una lega di mercurio e altri metalli. Questa scelta è stata dettata fondamentalmente da due ragioni: il costo e la durata.

Un’otturazione fatta con un amalgama a base di mercurio è indiscutibilmente più economica, semplice da preparare e applicare nella cavità di un dente cariato, e si è rivelato fino ad ora tra i materiali più resistenti. Tuttavia il tempo ha dimostrato che non è sicuramente tra le soluzioni più salutari per l’organismo del paziente.

Un amalgama dentale a base di mercurio può diventare pericoloso in quanto, oltre a provocare possibili reazioni allergiche in alcuni pazienti, possono rilasciare gradualmente piccole dispersioni gassose che a lungo andare possono provocare seri danni alla salute.

Amalgama dentale dopo 20 anni

Ci sono moltissime persone che, una volta venuti a conoscenza dei potenziali rischi per la loro salute, chiedono di sostituire l’amalgama dentale delle loro vecchie otturazioni, a volte dopo 20 anni, con sostanze più all’avanguardia e soprattutto più sicure.

Chiunque avesse un’otturazione da almeno 20 anni può riconoscere facilmente il composto dell’amalgama con cui fu fatta all’epoca da alcuni segni caratteristici. Il più evidente tra tutti è la colorazione (spesso grigiastra, color stagno). Anche se l’otturazione in questione si trovasse in fondo alla cavità orale non è difficile notarla in quanto presenta un aspetto cromatico più scuro rispetto agli altri denti.

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Amalgama dentale disturbi

Benché la questione sia ancora oggetto di studio e non si possa essere così dogmatici ciò che si sa per certo è che l’intossicazione da mercurio può provocare seri disturbi.
Per esempio, a lungo andare, un amalgama dentale contenente mercurio può causare complicazioni al sistema nervoso centrale e periferico, ai reni e al sistema immunitario. Per questo, in alcuni paesi, l’impiego di otturazioni a base di mercurio su donne in gravidanza e sui bambini sono soggette a restrizioni legali.
Ed è per questo che si stanno studiando soluzioni alternative più sicure per la salute degli oltre 20 milioni di pazienti che ogni anno, in Italia, si rivolgono a un dentista per farsi curare la carie.

 

Vuoi conoscere altri disturbi provocati dall’amalgama dentale a base di mercurio?

Rimozione amalgama dentale

Negli ultimi anni questo tipo di interventi sono diventati sempre più diffusi, grazie alla scienza che nel frattempo è andata avanti e sta permettendo di scoprire soluzioni alternative più compatibili per la salute.

Tuttavia la rimozione dell’amalgama dentale vecchio va fatto in totale sicurezza, onde evitare che sostanze nocive per la salute possano disperdersi nella cavità orale durante la rimozione o persino essere deglutite dal paziente finendo direttamente nello stomaco.

Per questo il metodo più sicuro, utilizzato ormai da tutti gli odontoiatri, è quello dell’aspirazione. Attraverso un aspiratore periorale ad alta portata, dotato di sistema a doppio canale, questo strumento è in grado di aspirare completamente (e in completa sicurezza) l’amalgama dentale precedente e dirottarlo direttamente all’esterno della cavità orale tramite un canale apposito, impedendo che qualunque residuo possa insinuarsi nell’organismo, sia per inalazione che per assorbimento.

 

Vuoi approfondire le tecniche di aspirazione di amalgama dentale?

I costi della rimozione dell’amalgama dentale

Considerata la delicatezza dell’intervento raccomandiamo che prima di effettuare la rimozione dell’amalgama dentale è bene rivolgersi a uno specialista che, dopo aver analizzato da vicino l’otturazione in questione, sia in grado di fornirvi indicazioni chiare e professionali.

Accertatevi, prima di tutto, della natura dell’amalgama dentale che avete in questo momento, ovvero se rientri effettivamente tra le categorie discutibili e se sia davvero necessario rimuoverlo.

Tutti questi fattori possono incidere sul costo della rimozione di un amalgama dentale ma vi risparmieranno una delusione a fine intervento e ulteriori spese causate di un intervento fatto male o con materiale scadente.

Per quanto riguarda il costo di una rimozione dentale (fatta in sicurezza), che include ovviamente la sua sostituzione con materiale biologico e che soddisfa tutti gli standard menzionati sopra, può variare dalle 100 alle 150 euro per dente.

 

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28 Dicembre 2020
Mucosite perimplantare rimedi

 

Negli ultimi anni, per diversi motivi che non staremo in questa sede ad elencare, è diventata sempre più estesa la tecnica dell’impianto dentale, ovvero la sostituzione di un dente naturale con uno costruito ad hoc. 

Per comprendere la ragione per cui può essere abbastanza comune soffrire di mucosite perimplantare a seguito dell’applicazione di impianto dentale, occorre comprendere come viene inserito questo dente artificiale. 

Attraverso una operazione di chirurgia dentale, viene impiantata una vite in titanio nell’osso lì dove antecedentemente vi era posta la radice del dente naturale ormai assente. 

Dopo circa un mese, l’osso sarà diventato un tutt’uno con la vite e, a questo punto, sarà possibile ‘avvitare’ una capsula solitamente di ceramica esattamente uguale a quello che era il dente.

Questa patologia, la mucosite perimplantare, altro non è che un’infiammazione della mucosa accanto all’impianto dentale. È una patologia reversibile se curata in breve tempo ma che può trasformarsi in perimplantite se trascurata.

Quest’ultima patologia, a differenza della prima, è irreversibile e a lungo andare porta alla perdita dell’osso intorno all’impianto dentale.

La mucosite perimplantare non va quindi sottovalutata anche perché recenti studi dimostrerebbero che un 65% degli impianti sviluppa questa infiammazione dei tessuti molli. 

Analizziamo dunque i sintomi di questa infiammazione e i rimedi per curarla. 

I sintomi della mucosite perimplantare 

Come comunemente accade per tutte le infiammazioni gengivali, sintomi possono andare dal semplice arrossamento delle gengive nella zona dell’impianto, al gonfiore della gengiva sino ad arrivare al sanguinamento dei tessuti molli.

Tale sanguinamento potrebbe verificarsi a seguito durante la normale pulizia dei denti con spazzolino, filo interdentale o scovolino oppure avvenire anche spontaneamente.

Non è detto che a tali sintomi sia associato necessariamente il dolore.

 

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Quali sono i rimedi alla mucosite?

Mucosite perimplantare: rimedi

Le infiammazioni dentali sono originate dai batteri presenti nella placca batterica. Per eliminare l’infiammazione occorre eliminare la placca batterica.

È dunque di fondamentale importanza fare attenzione alla igiene orale quotidiana che prevede il lavarsi i denti dopo i pasti principali e organizzare pulizie dei denti regolari presso il proprio dentista. 

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L’eliminazione della placca batterica permetterà ai tessuti molli di ritornare ad avere il naturale colore roseo, di non essere più gonfi e smettere di sanguinare. La mucosite perimplantare infatti è facilmente risolvibile. 

Ricordiamo invece che se trascurata l’infiammazione potrebbe attaccare l’osso sottostante all’impianto con conseguente perdita dell’impianto. 

Il detto popolare ‘prevenire è meglio di curare’ è sempre valido e attuale. 

 

 

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26 Novembre 2020
PROBLEMI AI DENTI E MAL DI SCHIENA: CORRELAZIONE E RIMEDI

 

La medicina ci ha abituato a vedere il corpo umano in maniera scollegata: soffri di mal di schiena? Ci si rivolge all’ortopedico; hai mal di denti? In questo caso si va dal dentista; soffri di mal di testa? Si va dal neurologo e via di seguito. Ma in realtà non funzioniamo a compartimenti stagni, o meglio non sempre. 

Numerosi studi recenti stanno dimostrando come siamo un tutt’uno e il dolore che si avverte in una regione del corpo può dipendere da un’altra zona completamente differente. Può essere questo il caso del mal di schiena correlato a problemi dentali.

Vediamo in che modo si verifica questa correlazione.

Mal di schiena e problemi ai denti: le correlazioni

Avvertiamo da tempo un mal di schiena che non ha cause fondate apparenti. A volte oltre a un fastidioso dolore nella fascia dorsale/lombare, soffriamo spesso di mal di testa, rigidità articolare al collo e spalle. Potrebbe essere correlato a un problema di occlusione dentale e viceversa: una cattiva postura può dare problemi persino di deglutizione.

Molto spesso non lo pensiamo ma la mandibola è quella parte del corpo che usiamo più di frequente senza nemmeno rendercene conto. Quando mangiamo, quando parliamo, quando deglutiamo, la mandibola è sempre impegnata. 

Se esiste una malocclusione delle arcate dentali si ripercuoterà sul cranio che cercherà di compensare il dolore intervenendo sulla colonna vertebrale dando origine al tipico mal di schiena.

Quando il problema dipende da situazioni legate all’articolazione termomandibolare e a la malocclusione


Problematiche come il bruxismo (il digrignare i denti durante la notte), altre patologie a livello mandibolare e la malocclusione dei denti, possono essere fortemente correlate sia al mal di testa che insorge soprattutto la mattina quando ci si sveglia e al dolore alla schiena.

Perché non verificare se soffri di una di queste cause? Contattaci

Quando il problema dipende da denti danneggiati e dai denti del giudizio

A volte anche un dente cariato può causare il mal di schiena. In particolare quando ad essere danneggiati sono i denti del giudizio


Attraverso le lesioni che si possono avere in bocca o una carie, i batteri possono entrare nel flusso sanguineo e colonizzare le parti circostanti causando dolore.

I denti del giudizio, infatti hanno delle terminazioni nervose collegate al viso e al cranio e quindi può essere molto probabile avvertire mal di testa o dolori a livello di colonna vertebrale. 

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Una volta parlato in sintesi di quelle che possono essere le correlazioni tra postura e problemi ai denti, vediamo i possibili rimedi.

Mal di schiena e problemi dentali: i rimedi

Se il mal di schiena dipende da una correlazione con il bruxismo, il dentista può intervenire facendo usare al paziente un bite durante la notte per evitare il serrare eccesivo dei denti. In caso di mala occlusione invece occorrerà determinare come intervenire per riallineare la mandibola al fine di risolvere il problema.

Se, invece, il problema del dolore alla schiena dipendesse da una carie ad un dente, specialmente quelli del giudizio, sarà bene intervenire quanto prima per curare il dente e magari fare una cura di antibiotici ad ampio spettro per debellare i batteri che nel frattempo hanno colonizzato il nostro corpo dando luogo a infiammazioni, più o meno fastidiose. 

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9 Ottobre 2020
pulpite dentale

 

Chi non ha sofferto di mal di denti? Non c’è niente di più doloroso. Se in questo momento ne state soffrendo è possibile che abbiate una pulpite dentale. Che cosa significa questo nome? Come ogni parola che in medicina termina con il suffisso -ite- designa un processo infiammatorio (epatite, bronchite). Soffriamo di pulpite infatti quando la polpa dentale è infiammata. Può succedere anche quando si determina una necrosi della polpa dentale ovvero i nervi presenti nella polpa muoiono. Naturalmente ci possono essere diversi tipi di infiammazioni o pulpite, da quelle reversibili a quelle irreversibili, acute(sierose o purulente) e croniche (sierose o iperplastiche).

Quali sono le cause che portano a questo processo di infiammazione? Vediamole insieme.

Cause e sintomi di pulpite dentale

La causa, spesso, radica in una carie dentaria. A motivo di una scarsa igiene orale o imputabile a fattori genetici, i denti possono andare incontro a processi di demineralizzazione dello smalto. Delle sostanze acide prodotte dai batteri presenti nel cavo orale bucano lo smalto e raggiungono la parte più interna del dente chiamata dentina e infiammano la polpa. Ecco iniziata la pulpite.

Naturalmente questa non è l’unica causa che porta all’infiammazione della polpa del dente: la parodontite, può portare allo stesso processo, così come lo sbiancamento dei denti, una masticazione scorretta e altre. 

Vuoi saperne di più? Contattaci

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Una volta definito le cause, osserviamo più da vicino i sintomi di chi soffre di pulpite dentale.

Sintomi della pulpite

Il sintomo più evidente in tutte le manifestazioni, più o meno gravi, di pulpite è il dolore. Dolore che può essere diverso per intensità, durata e intermittenza

Nella fase iniziale dell’infiammazione dentaria, il dolore può essere così lieve da non essere nemmeno avvertito. A volte si ha un leggero fastidio se il dente subisce delle stimolazioni termiche (caldo e freddo) come avviene spesso durante l’ingestione di cibo. Altro sintomo associato alla pulpite è un dolore acuto ma non facilmente localizzabile.

In base al grado di infiammazione, come già citato a inizio articolo, si caratterizzano due tipi di pulpite:

  • quelle reversibili, l’infiammazione della polpa è di lieve entità e, se trattata precocemente, si risolve velocemente; il dolore scompare una volta rimossa la causa;
  • quelle irreversibili, non curate. L’infiammazione produce un processo degenerativo del dente che può sfociare in necrosi dentale. Il dolore dovuto alla pulpite quando raggiunge questo stadio persiste anche una volta rimossa la causa.

La pulpite può passare da sola? Difficilmente un processo infiammatorio può risolversi spontaneamente senza l’intervento del dentista. Il consiglio che, in tutta franchezza, ci sentiamo di darvi è di fare subito una visita di controllo anche se il dolore è lieve. Una radiografia alla pulpite potrà aiutare il dentista a decidere come muoversi per eliminare la causa. Perché è necessaria una radiografia? Perché a volte, come già detto, potremmo soffrire di pulpite ma senza carie originata cioè da traumi, da una parodontite o da una malocclusione dentaria.

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Pulpite in gravidanza: come si interviene

La gravidanza è un periodo meraviglioso sotto molti aspetti ma anche molto impegnativo. Non si possono assumere farmaci potenti, niente anestesie. Ma come muoversi se si soffre di pulpite? Anche in questo caso prendete un appuntamento dal dentista il prima possibile.

Adesso esistono anestesie locali molto lievi che non nuocciono al feto, cosi come radiografie a bassi dosaggi. E comunque il dentista, medico specialista, saprà valutare cosa è meglio fare in base anche al mese di gravidanza in cui è la gestante.

Pulpite rimedi

Se siamo attenti alla nostra dentatura e appena avvertiamo un po’ di dolore andiamo dal dentista, la pulpite si può risolvere con una otturazione del dente se l’infiammazione era dovuta una carie. A volte anche l’eruzione dei denti del giudizio potrebbe causare la pulpite. 

Tuttavia, se permettiamo che l’infiammazione diventi più profonda allora il dentista potrebbe vedersi costretto a devitalizzare il dente o addirittura ad effettuare l’estrazione del dente con pulpite nel caso in cui fosse iniziato un processo di necrosi. 

A volte alcuni manifestano un dolore atroce anche dopo la devitalizzazione del dente. In tal caso è ancor più importante rivolgersi al dentista per capirne l’origine. Di solito dopo una operazione di devitalizzazione il dentista fa ricorso a antibiotici e antiinfiammatori, a volte potrebbe essere necessario prenderli prima per sgonfiare il dolore.

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I rimedi della nonna

Le nonne ne sanno sempre una in più. In questo caso, il rimedio naturale alla pulpite è inserire nel buco del dente un grano di sale che, attirando acqua, diminuisce il dolore. In caso di pulpite infatti l’acqua fresca aiuta a ridurre il dolore. Anche un chiodo di garofano, sempre inserito dove duole, può abbassare l’intensità del dolore essendo un potente disinfettante.

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24 Settembre 2020
Diastema dentale: spazio tra i denti superiori e inferiori

 

Diastema dentale, un nome difficile per identificare quell’inestetismo che vede uno spazio tra i denti superiori e/o inferiori. La cosiddetta finestra tra denti incisivi superiori e/o inferiori. In realtà non è né una malattia né porta a problemi dentali ma può causare nella persona che ne soffre, disagi soprattutto a livello emotivo.

Anche se ne soffriva pure la bella Ornella Muti e la rendeva molto affascinante, molte persone che hanno questo spazio nero tra i denti non lo gradiscono affatto.

Sicuramente vi interessa sapere non solo quali sono le cause che portano a questo difetto ma soprattutto se sia possibile correggerlo e in che modo si può fare.

In effetti, quello spazio tra i denti davanti può essere corretto se si interviene celermente.

Cause del diastema superiore e inferiore

Le cause del diastema dentale sono per lo più riconducibili a una mandibola eccessivamente grande rispetto alla dimensione singola del dente. A volte avere una dimensione dei canini ridotta può portare a quell’evidente spazio tra i due denti davanti. Più raramente dipende dalla presenza di cisti dentali follicolari o dallo spingere della lingua sui denti incisivi superiori.

Un’altra possibile causa può essere un frenulo gengivale più lungo o più spesso che impedisce la crescita vicina dei denti davanti.

Il frenulo potremmo definirlo un lembo del tessuto mucoso che mantiene attaccate le labbra, la lingua alla mucosa orale.

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Diastema nei denti da latte

A volte anche nei bambini più piccoli si osserva quella simpatica finestrella che ce li rende ancora più amabili.

In realtà un bambino che manifesti il diastema dentale, non necessariamente lo manterrà anche nella dentizione definitiva.

Perché i bambini possono avere il diastema dentale?

Non si hanno certezze in questo campo ma, dai dati di osservazione disponibili, sembra possa dipendere dall’abitudine del bambino di succhiarsi il pollice. Forse la stessa posizione del pollice all’interno del cavo orale o la forza eccessiva che il bambino opera nel succhiare, possono portare al formarsi di uno spazio improvviso tra i denti da latte.

Il diastema nei denti da latte è assolutamente normale ed è anzi buona cosa che ci sia in quanto permette ai denti permanenti di trovare il giusto spazio in arcata, visto che sono più grandi di quelli da latte.

I rimedi al diastema dentale

Uno dei rimedi più spesso usati per correggere questo fastidioso inestetismo dentale è l’apparecchio ortodontico.

Sarà il dentista, osservata l’entità dello spazio tra i denti incisivi superiori o inferiori e la dimensione della mandibola, a determinare come intervenire e quale apparecchio usare. Potrà scegliere tra tre tipi diversi: quello mobile (ortodonzia funzionale), quello fisso (ortodonzia fissa) e quello invisibile di ultima generazione (allineatori estetici).

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Naturalmente più la persona avente lo spazio tra i denti userà con responsabilità l’apparecchio dentale, più riuscirà a riacquistare un sorriso perfetto in breve tempo. Comunque i tempi possono andare da 6 mesi, quando si interviene su una persona giovane, ai 2 anni se il paziente è già molto avanti con gli anni.

Lo spazio tra i denti si chiuderà e la dentatura riacquisterà la sua normalità.

Un altro trattamento un po’ più invasivo e il ‘riempimento’. È un’intervento che aumenta le dimensioni dei denti superiori e/o inferiori attraverso delle faccette in ceramica o porcellana.

Queste faccette altro non sono che delle lamine che vengono incollate sopra il dente e vanno a riempire lo spazio tra gli incisivi superiori e/o inferiori. È indicato quando lo spazio è superiore al millimetro di larghezza.

Altri modi di intervenire che si possono utilizzare quando si soffre sia di diastema che di denti cariati, infiammati e che non appartengono più a un paziente giovane, è l’incapsulamento del dente con corone artificiali. Naturalmente prima occorrerà sanare la carie e disinfiammare il dente per poi procedere con l’inserimento delle capsule che, avendo una maggiore dimensione andranno a chiudere la simpatica finestrella.

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Qualora il diastema dentale sia causato da un frenulo troppo spesso o basso, si può intervenire chirurgicamente. L’operazione di rimodulazione del frenulo, detta fremulectomia, è un’operazione molto semplice e poco invasiva. Non comporta controindicazione e viene praticata con successo anche nei bambini. Di ultima generazione è l’intervento usando il laser, particolarmente efficace perché permette di contenere il sanguinamento senza ricorrere all’anestesia.

Quindi specialmente adatto quando il paziente da operare è un bambino che necessita di un recupero veloce e indolore.

Una volta eseguito l’intervento chirurgico, sarà possibile intervenire per rimodellare la dentatura e risolvere lo spazio tra i denti attraverso l’apparecchio ortodontico più adatto.

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Per riassumere: soffrire di diastema dentale non è una patologia, molto spesso non comporta difficoltà nella masticazione o altre problematiche ma è solo un inestetismo. Qualora si desideri rimuovere lo spazio tra i denti incisivi superiori, sarà bene agire celermente. Naturalmente sarà sempre il dentista a darvi consigli su come è meglio procedere.

 

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7 Agosto 2020
protesi dentarie ultima generazione

 

Le protesi dentarie sono dei dispositivi medici in grado di riabilitare le funzioni orali di coloro che si ritrovano sprovvisti di uno o più denti. Una protesi dentaria sostituirà l’originaria dentatura del paziente con una nuova che sia capace di soddisfare le necessità funzionali di una dentatura naturale oltre ai requisiti estetici. Pertanto le protesi dentarie di ultima generazione offrono una tecnologia in grado di dare il massimo comfort estetico e funzionale per una corretta masticazione.

Ogni protesi è un dispositivo particolarmente complesso e articolato che necessita di lavorazioni tecnologiche d’eccellenza per offrire al paziente resistenza, comfort, durabilità oltreché simmetria all’apparato dentale.

Tra le protesi dentali di ultima generazione troviamo quelle in nylon.
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Cosa sono le protesi in nylon?

Le protesi in nylon sono dentiere mobili flessibili ed invisibili, senza palato. Anteriormente utilizzate solamente come protesi temporanea, oggi acquistano un grande valore ed un’eccellente alternativa economica agli impianti dentali.

Questa tipologia di protesi è costruita con materiale termoplastico molto resistente. Ne risulta un prodotto indeformabile ed altamente biocompatibile, anallergico e leggero. Altro interessante aspetto è che queste protesi sono prive di qualsiasi gancio metallico o di qualsiasi altra tipologia di metallo, rendendole dunque molto discrete e quasi invisibili.

La protesi dentaria di ultima generazione in nylon è rimovibile con supporto gengivale, questo impedisce di traumatizzare i denti ancora presenti nella dentatura naturale del paziente, cosa che generalmente non riescono a fare quelle tradizionali provviste di ganci metallici. Utilizzando un materiale semitrasparente, che lascia intravedere il colore delle gengive, si ottengono ganci invisibili.

La protesi viene agganciata sui denti naturali senza che questi vengano limati o incapsulati. Non sono, pertanto, previste capsule dentarie ed agganci, i denti sani del paziente vengono lasciati intonsi evitando altri traumi all’apparato dentario esistente.

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Quando può essere utilizzata questa protesi di ultima generazione?

La protesi in nylon può essere utilizzata nei seguenti casi:

  • Come protesi mobile parziale definitiva;
  • Come protesi rimovibile in alternativa a tradizionali in resina che si rompono spesso e sono molto pesanti e ingombranti;
  • Nei pazienti con allergie ai metalli, perché le protesi in nylon sono metal-free ed ipoallergeniche;
  • Come protesi provvisoria in attesa di quella fissa su denti naturali o su impianti in attesa del periodo di osteointegrazione.


Hai qualche domanda? Contattaci, saremo lieti di risponderti.

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Con quali materiali è costruita?

La base della protesi in nylon è fabbricata utilizzando materiale termoplastico biocompatibile molto simile al colore della gengiva.

Questo materiale rende la protesi anallergica, flessibile e infrangibile. I denti che andranno ad essere inseriti sulla base della protesi possono essere in composito o in resina.

Vantaggi nell’utilizzo di protesi dentarie di ultima generazione in nylon

Le dentiere mobili flessibili in nylon sono state progettate e realizzate per ovviare ai problemi dell’ingombro nel cavo orale, la fragilità e l’estetica non soddisfacente delle protesi tradizionali.

Ecco alcuni dei vantaggi offerti da queste protesi dentarie di ultima generazione:

  • Leggere e dal minimo ingombro
  • Resistenti e indistruttibili
  • Indeformabili
  • Invisibili

 

Alta leggerezza e minimo ingombro

La protesi risulta fino a 5 volte più leggera di una normale protesi mobile grazie al fatto che lo spessore del materiale in nylon è compreso tra i 0,6 mm fino a 1,8 mm. È possibile realizzare una mini-protesi anche per la perdita di un solo dente; anche le protesi superiori parziali hanno un palato ridotto aumentando il comfort della dentiera.

Resistente e indistruttibile

La base di nylon rende la protesi flessibile e capace di assorbire un’eventuale caduta accidentale, ad esempio durante la sua pulizia. Inoltre la sua composizione chimica la rende resistente alle macchie causate da bevande o cibi.

Indeformabile

Essendo flessibile, la protesi in nylon non si deforma né si rompe in seguito ad eventuali tensioni, il materiale utilizzato ha la caratteristica di tornare sempre alla sua forma originaria, pertanto sarà sempre comoda in bocca. È anche resistente ai colpi e alle cadute accidentali.

Invisibile

Questo tipo di protesi cura l’estetica del paziente: non ci sono ganci in metallo ma solo ganci in nylon che assumono il colore dei denti e delle gengive a cui sono allacciati. Tutte le protesi sono completamente metal-free.

Manutenzione della protesi dentaria

Questa protesi di ultima generazione ha bisogno solo di una manutenzione ordinaria, ovvero dell’igienizzazione ed eliminazione dei residui di cibo e batteri che possono formarsi e depositarvisi.

È sufficiente rimuoverla ed inserirla in una soluzione di acqua e detergente per igienizzarla e pulirla. È sempre importante seguire le istruzioni del proprio dentista per una corretta manutenzione.

Un check-up regolare è sempre consigliato per verificarne il corretto funzionamento, la manutenzione e la pulizia professionale della protesi dentaria. Il nostro staff sarà felice di darvi tutta l’attenzione che necessitate.

 

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17 Luglio 2020
lingua bianca cosa significa cause rimedi

 

Gli scienziati lo sanno bene: il corpo è una macchina prodigiosa, perfetta, e quando qualcosa non funziona a dovere ci avvisa. Certi organi del nostro corpo possono essere dei veri sistemi di allarme se prestiamo loro attenzione. Ci riferiamo, ad esempio, alle unghie delle dita, ai nostri occhi, al colorito della pelle e addirittura alla nostra lingua. Si, avete capito bene, la nostra lingua. È proprio di questo che vogliamo parlare! Naturalmente è doveroso premettere che rivolgersi al medico e fare gli opportuni esami clinici per una diagnosi precisa è inderogabile, soprattutto se il disturbo dovesse perdurare nel tempo.

Detto questo, cosa potrebbe rivelare una lingua ricoperta da una sottile pellicola bianca? La cosiddetta lingua bianca deve preoccuparci? In questo articolo esamineremo le possibili cause di questa manifestazione, sia negli adulti che nei bambini, i rimedi e quell’insieme di azioni e comportamenti che possiamo mettere in atto per fare in modo che la nostra lingua ritorni ad avere l’aspetto roseo che normalmente deve caratterizzarla.

Lingua bianca: cosa significa


Il fenomeno della lingua bianca è dovuto essenzialmente alla crescita in modo consistente dei villi della mucosa che la riveste. Quando il nostro corpo funziona a dovere, i villi della lingua si mantengono bassi e la lingua ha il suo caratteristico colore roseo; quando qualcosa non va, vengono inviati segnali che aumentano la crescita di questi villi e ciò fa assumere alla lingua il colore bianco. Una lingua bianca è quindi sintomo di qualcosa che non sta funzionando come dovrebbe e a cui il nostro corpo sta reagendo.

Precisiamo che di solito il sintomo della lingua bianca non è indice di nulla di preoccupante: molto spesso è associata a disturbi passeggeri e non a carattere patologico.

Lingua bianca in gravidanza

È un sintomo piuttosto comune in gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi, ma può succedere anche dopo. Il corpo si sta adattando a fare spazio al nascituro e gli ormoni, quali estrogeni, progesterone e Beta hCG, vengono immessi in misura maggiore nel circolo sanguineo della gestante.

Molto spesso questa nuova condizione porta alcune donne ad accusare forti nausee e a rimettere più volte al giorno. A lungo andare uno dei sintomi più evidenti è la lingua bianca. Man mano che il nascituro cresce dentro la pancia, inoltre, si comprimono gli organi adiacenti e spesso la digestione diventa difficoltosa e il reflusso gastrico può diventare abituale.

Avere la lingua bianca in gravidanza, quindi, può perdurare per tutti i 9 mesi ma potrà passare con alcuni accorgimenti come, per esempio, fare spuntini più volte al giorno, bere acqua e limone o semplicemente bere molto e a piccoli sorsi, fare uso di tisane allo zenzero, etc. Al più tardi, passerà con la nascita del vostro bambino.

La lingua bianca in gravidanza può essere dovuta anche a una carenza di vitamine e di ferro.

Lingua bianca nei bambini

Soffrono della patina bianca sulla lingua anche i bambini. A cosa si deve? Come per gli adulti anche nei bimbi la patina bianca evidenzia qualcosa che non va. Molto spesso dipende da una mancanza di salivazione della bocca. Raffreddori e febbre possono portare a questa condizione. Il raffreddore impedisce di respirare con il naso e, al suo posto, si usa la bocca. Come conseguenza la lingua si secca perché si riduce la salivazione: ecco quindi le condizioni perfette perché la nostra lingua diventi bianca!

In alcuni casi anche una scarsa igiene orale può manifestarsi con il suddetto sintomo. I bambini spesso portano apparecchi ortodontici fissi e non prestano attenzione alla cura dell’igiene dei denti che, al contrario, dovrebbe essere ancora più accurata.

Classico dei bambini è una candidosi orale detta mughetto. Questo fungo, se prolifera nella bocca, provoca una patina bianca sulla lingua del bambino simile alla ricotta.

Vuoi saperne di più? Vuoi fissare un appuntamento per il tuo bambino? Il nostro studio è specializzato in odontoiatria pediatrica.

 

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Lingua bianca cause

Spesso dipende da disturbi dell’apparato digerente come una cattiva digestione, disturbi gastrointestinali, reflusso gastroesofageo. A volte situazioni di stress prolungato, affaticamento tipico dei cambi di stagione, una candidosi al cavo orale o semplicemente la comune febbre possono essere la causa della lingua bianca. Anche l’uso di farmaci, come gli antibiotici, il fumo, l’abuso di alcool possono portare a questa manifestazione.

È chiaro dunque che occorre fare delle indagini per sapere il motivo esatto che ha portato a questa situazione di patina bianca sulla lingua.

È idea comune associare la lingua bianca con l’alitosi. In realtà non è proprio così.

L’alitosi, esattamente come il sintomo della lingua bianca, deriva più da processi dell’apparato digerente piuttosto che da batteri che si anniderebbero sulla lingua. In realtà i batteri della bocca non si trovano sulla lingua ma in altre zone del cavo orale come le tasche gengivali, lo spazio tra il dente e la gengiva, che si può creare in condizione di scarsa igiene orale.

Quindi si può affermare che una corretta igiene orale, cioè lavarsi i denti dopo i tre pasti quotidiani, mantiene una salute corretta di tutti gli organi del cavo orale: lingua, gengive, denti e può indirettamente ridurre l’alitosi derivante dai batteri che possono proliferare nella nostra bocca dopo i pasti.

Se avete la lingua bianca e l’alito cattivo una causa è probabilmente legata ad un problema di digestione. Non conviene intervenire con strumenti che possono danneggiare la mucosa della lingua né tanto meno con antimicotici auto prescrittisi.

Lingua bianca rimedi

Quali rimedi adottare in caso si presenti la patina bianca dipenderà, in essenza, da cosa l’ha provocata. Se, come nei casi più comuni, la lingua bianca si deve a una cattiva digestione i rimedi della nonna, ovvero bere acqua e limone, oppure cospargere la zona di sale grosso e massaggiare delicatamente, potranno in breve tempo risolvere il problema.

O ancora, potrete usare altri elementi naturali per fare risciacqui in bocca come il bicarbonato, l’antibatterico per eccellenza, la curcuma, un anti infiammatorio naturale. Per questi risciacqui basterà mescolare in un bicchiere d’acqua un mezzo cucchiaino di bicarbonato o curcuma e ripetere l’operazione più volte al giorno.

Infine, per ripristinare la flora batterica dell’intestino, molto spesso compromessa dall’uso di antibiotici, può essere utile anche l’uso dei fermenti lattici, che in breve tempo hanno il potere di ripristinare il naturale colore roseo che deve caratterizzare la nostra lingua.

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24 Giugno 2020
gravidanza e dentista domande comuni

 

La gravidanza è un periodo particolare sotto molti aspetti. Da una parte grande emozioni, dall’altra un corpo che cambia gradualmente e molte situazioni a cui prestare attenzione. Anche la prassi normale quale quella di rivolgersi a un dentista deve essere valutata attentamente affinché non si arrechi danno al feto che sta crescendo.

In linea di massima si può affermare che impegnativi lavori di odontoiatria andrebbero programmati, se possibile, prima di una gravidanza o, se si può aspettare, alcuni mesi dopo il parto. Durante la gravidanza infatti si producono dei cambiamenti ormonali che influenzano anche il cavo orale procurando un maggiore sanguinamento gengivale e una maggiore propensione a infiammazioni.

Inoltre a causa del reflusso esofageo e le frequenti iperemesi (vomito) a cui le gestanti spesso vanno incontro proprio a causa della gravidanza, lo smalto dei denti può essere più facilmente danneggiato aumentando il rischio di carie ed otturazioni.

Questo non significa che non si debba andare dal dentista o che non si debba curare la propria igiene orale attraverso pulizie dei denti o otturazione di denti cariati in gravidanza. Lo si farà con la debita attenzione.


Fatta questa precisazione, quali sono le domande più comuni a cui le donne in gravidanza desiderano avere risposta? Vediamo alcune.

Puoi contattarci o seguire la lettura dell’articolo per ottenere ulteriori informazioni e dettagli.

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È possibile otturare un dente in gravidanza?

Si, è possibile. È bene intervenire quanto prima, una volta superato il primo trimestre, per eliminare la carie ed evitare che questa intacchi la polpa e si debba intervenire in modo più drastico. Una volta sanato il dente cariato si procederà alla otturazione del dente ovvero sigillando le possibili fessure dove potrebbe nuovamente iniziare il processo cariogeno.

Un tempo le otturazioni venivano fatte in amalgama al mercurio gravemente tossiche. Si era evidenziato come questo materiale lentamente e gradualmente si disperdeva nella bocca causando intossicazioni, allergie ma anche malattie più gravi. È da tempo quindi che in Italia non si usano più tali materiali per cui è possibile effettuare l’otturazione del dente anche in gravidanza senza alcun pericolo per il nascituro.

Per maggiori informazioni, contattaci.

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Le carie in gravidanza si possono curare senza rischi per il feto?

Una volta informato il dentista che siete in stato interessante, sarà cura dello stesso approntare il lavoro di odontoiatria al fine di non danneggiare il feto. La cosa più pericolosa è l’anestesia. Al giorno d’oggi, gli anestetici possono essere bilanciati al fine di non far correre rischi al feto e permettere alla prossima mamma di affrontare la risoluzione della carie nel modo più sereno possibile senza troppo stress. Ricordiamo che l’anestesia è locale e in breve tempo viene smaltita dal corpo.

Quindi non solo le carie in gravidanza possono essere curate ma vanno curate perché le infezioni al cavo orale potrebbero diffondersi in altri organismi attraverso il flusso sanguineo e attraversare la placenta causando possibili danni al nascituro. L’anestesia, in confronto, non è così rischiosa per il feto.

 

È possibile farsi le radiografie ai denti durante la gravidanza?

Sì, tecnicamente è possibile.  Naturalmente il dentista per effettuare l’ortopantomografia, ovvero le comunissime lastre ai denti, userà schermi protettivi e raggi a bassissima esposizione, per scongiurare possibili conseguenze sul nascituro. Inoltre effettuando questo esame radiologico alla dentatura, spazio ben lontano dall’utero, avrà un’incidenza quasi nulla sulla crescita del feto. Ciò nonostante il nostro studio ha deciso di evitare di sottoporre a radiazioni la gestante, durante tutto il periodo della gravidanza.

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Si può fare la pulizia dei denti in gravidanza?

In linea generale sì. La pulizia dei denti in gravidanza solitamente non prevede anestesie, che potrebbero essere pericolose per il bambino che sta crescendo nel ventre, ed è una buona norma di igiene dentale. Inoltre la pulizia dei denti può evidenziare problemi ai denti che, se si interviene per tempo, si possono risolvere velocemente e senza troppo stress.

Naturalmente sarà il dentista a valutare se necessaria o meno questa operazione. A volte per un eccessivo sanguinamento gengivale della gestante, il dentista potrebbe decidere di soprassedere o di svolgere tale pulizia in più sedute in modo da evitare un aumento del sanguinamento.

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Gli ultrasuoni usati per la pulizia dentale fanno male al feto?

Gli ultrasuoni usati per la pulizia dei denti non danneggiano il feto. Ce ne sono di tre tipi diversi: magnetostrittivi, piezoelettrici e sonici. Producono vibrazioni in grado di rompere il tartaro senza l’uso delle classiche curette.

È un modo dolce e indolore di pulire i denti e potrebbe essere più indicato per quelle gestanti che soffrono di sanguinamento gengivale e infiammazione.

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11 Maggio 2020
invisalign funziona davvero

Sono gli apparecchi dentistici di ultima generazione: discreti perché trasparenti, rimovibili e quindi favoriscono il mantenimento di una corretta igiene orale e le proprie abitudini alimentari, cosa non trascurabile. Sostituibili ogni una o due settimane, progressivamente si ha un posizionamento corretto della dentatura e un visibile miglioramento nel tuo sorriso. Inoltre raramente creano infiammazioni o piccole ferite come invece succedeva con gli apparecchi fissi metallici.

Questi sono solo alcuni dei notevoli vantaggi dell’indossare gli aligner o mascherine trasparenti del sistema Invisalign.

La domanda che ti puoi fare è: funziona davvero? Il fatto di poterlo togliere potrebbe interferire o diminuire la sua efficacia? Quali dati e testimonianze ci sono a favore di questo nuovo sistema? Vediamolo insieme.

L’invisalign funziona davvero

Anticipiamo che solo una visita dal tuo dentista può darti la certezza che per la tua dentatura il sistema Invisalign sarà efficace. Di solito funziona egregiamente su diverse malocclusioni dentali come il morso aperto, crociato, profondo, inverso, spaziature tra denti, affollamento dentale. Quindi si possono trattare problemi di allineamento dentale da lievi a complessi. È un rimedio personalizzato e delicato per l’allineamento graduale dei denti.

La durata del trattamento dipende naturalmente dalla malocclusione dentale e dalla complessità iniziale ma, parlando in termini generali, va da un anno a un anno e mezzo.

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Ti invitiamo in ogni caso a contattarci o a continuare a leggere l’articolo per ottenere ulteriori informazioni e dettagli.

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È importante, per ottenere i migliori risultati, tenere le mascherine sui denti almeno per 22 ore. Tenerle un numero inferiore di ore inficerebbe l’efficacia del sistema con risultati più lenti e meno soddisfacenti. Se tenute solo di notte, i risultati saranno praticamente nulli. Quindi molto dipenderà dall’impegno e senso di responsabilità personale.

Detto questo, il sistema Invisalign funziona davvero e sono tante le testimonianze sul web di come le persone hanno visto cambiato il proprio sorriso in meglio e non soffrono più di bruxismo o di disturbi della masticazione.

Statistiche

Ad oggi sono più di 8,6 milioni di persone gli utilizzatori in tutto il mondo del sistema Invisalign. (Dato ufficiale preso dal sito di Align Technology.com, l’azienda che ha brevettato il sistema). In Italia è già diventata una realtà comune.

Perché non ci contatti? Risponderemo a ogni tua domanda.

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Testimonianze

Molte persone di diverse età e stili di vita sono entusiaste di queste mascherine. Tante le star che lo hanno usato come Justin Bibier, Tom Cruise ed Elena Santarelli, solo per citarne alcuni. Leggi anche le opinioni sugli allineatori dentali invisibili dei nostri pazienti.

La maggior parte sono contenti del fatto che hanno ottenuto risultati apprezzabili in meno tempo e non è stato molto fastidioso o doloroso. Interessante e apprezzato dai più, il fatto che non ci si deve recare sempre dal dentista: ti viene data la fornitura di mascherine e sei tu stesso a cambiartele trascorso il periodo concordato con il dentista! Davvero interessante.

Riassumendo il sistema Invisalign è sicuro ed efficace. Quasi del tutto invisibile ti permette di esprimere la bellezza del tuo sorriso per tutta la durata del trattamento. Non più disagio nel sorridere ma solo la consapevolezza di un sorriso migliore.

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10 Marzo 2020
resto a casa dentista acilia

Cari amici e pazienti,

per cercare di arginare il contagio del corona virus lo studio sospenderà MOMENTANEAMENTE l’attività clinica ordinaria (prime visite, igiene, sbiancamenti, visite di controllo ortodontiche, carie asintomatiche e ogni trattamento non urgente) fino a data da definirsi.

Per TUTELARE al massimo la salute dei pazienti e sostenere le attività del pronto soccorso saranno GARANTITE le URGENZE (forti dolori, nevralgie, traumi) PREVIO APPUNTAMENTO TELEFONICO (0699702254 o su whatsapp 3398643903 – no mail no messenger nè pagina Facebook, potremmo non leggere i messaggi in tempo reale).

Contattaci tramite WHATSAPP

Contattaci TELEFONANDO

Non presentatevi in studio senza aver prima concordato telefonicamente l’appuntamento onde evitare aggregamenti in sala d’attesa che non permetterebbero il mantenimento delle distanze obbligatorie. L’intasamento degli ambienti non ci permetterebbe altresì di potenziare le attività di prevenzione, disinfezione e sterilizzazione.

Non è un momento di riposo o di svago in cui si può pensare di fare un controllo periodico dal dentista, RICEVEREMO SOLO LE URGENZE.

In caso di sintomi influenzali è opportuno rimandare di almeno 15 giorni ogni tipo di trattamento.

Per i pazienti che verranno ricevuti:
– prima di entrare nelle aree cliniche sarà opportuno rispondere ad un questionario clinico
– sarete sottoposti al controllo della temperatura corporea
– effettuerete l’igiene cutanea di mani e viso con appositi prodotti da noi forniti.

Chiediamo la vostra comprensione e collaborazione, è un momento difficile per tutti.

Sperando di tornare al più presto alla normalità, vi mandiamo un forte abbraccio
Cristina, Clelia, Dominique, Priscilla, Aurora, Andrea, Maria Concetta, Alessia e Elisa

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2 Febbraio 2020
Piorrea sintomi iniziali

SCOPRIAMO INSIEME QUALI SONO I SINTOMI INIZIALI DELLA PIORREA E COME CURARLI.

Nell’articolo di oggi proveremo a fare chiarezza su quali sono i sintomi iniziali della piorrea e su come curarli. Partiamo dalle basi: la piorrea è una malattia dei denti, nota anche come parodontite, che colpisce l’apparato di sostegno. Conoscere i sintomi iniziali aiuta a curarla per tempo. Infatti, se trascurata, la piorrea può causare la caduta dei denti. Al contrario, se accertata nel breve periodo, può essere curata e rimossa totalmente.

Prima di approfondire l’argomento, però, ti vogliamo ricordare che lo Studio Dentistico della Dott.ssa Cristina Greco ad Acilia (RM), è specializzato nella cura della piorrea. Per fissare un appuntamento conoscitivo gratuito puoi contattarci attraverso uno dei seguenti canali:

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PIORREA: I SINTOMI INIZIALI

I sintomi che devono destare un campanello di allarme circa l’insorgenza della piorrea sono l’alito cattivo, il sanguinamento delle gengive, la recessione gengivale, fino al dolore alle gengive. In realtà il dolore è un segnale tardivo, perché al suo stadio iniziale la parodontite può essere asintomatica.

L’alitosi è dovuta alla formazione delle tasche parodontali, dove si accumulano placca e tartaro. Il sanguinamento delle gengive è sempre un campanello di allarme: una gengiva sana non sanguina. Ancora più grave l’insorgere della recessione gengivale, che è evidente perché apparentemente i denti sembrano più lunghi, in realtà è l’osso che si è ritratto. Il dolore alle gengive invece può indicare la presenza di gonfiori e ascessi, e sono un altro segnale da tenere presente.

Ad ogni modo, al sorgere dei primi sintomi è bene rivolgersi al dentista che potrà accertare la presenza o meno della malattia. Generalmente una radiografia e un sondaggio parodontale per verificare lo stato della gengiva, aiutano a diagnosticare la piorrea.

Contrariamente a quello che si pensa, la caduta dei denti è molto meno frequente. Oggi esistono cure in grado di impedirlo. Nei casi meno gravi basta ricorrere a un’accurata pulizia dei denti, con la rimozione di placca e tartaro nelle sacche parodontali. Nei casi più gravi esistono dei trattamenti chirurgici, che vanno dal rimodellamento dell’osso e della plastica gengivale, fino alla rigenerazione dei tessuti stessi.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale per evitare l’insorgenza della piorrea. La prima regola è un’accurata igiene orale, quindi lavare spesso e con regolarità i denti è il passo fondamentale per combattere l’insorgere della malattia.

È inoltre indispensabile sottoporsi con costanza a sedute di pulizia dei denti. Sarà l’occasione per un confronto con il dentista che potrà eventualmente accorgersi dell’insorgere dei primi sintomi.

Per saperne di più e per fissare una visita preliminare, non esitare a contattarci!

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